Per Giulio «benedizione» in Vaticano

L’incontro è avvenuto due settimane fa. Ancora una volta, come accaduto sempre più spesso negli ultimi mesi, l’auto blu del ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha varcato i confini vaticani. Questa volta ad attenderlo non era il Papa, ma il suo principale collaboratore, il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone. All’ordine del giorno un giro d’orizzonti, non certamente limitato alla situazione politica italiana, ma anche e soprattutto a vicende quali la riapertura da parte della Commissione europea di Bruxelles del caso già in precedenza archiviato, riguardante l’esenzione dal pagamento dell’Ici riconosciuto alla Chiesa cattolica come ad altri enti non commerciali. Come pure alla recente inchiesta sui conti dello Ior, finito nel mirino della magistratura italiana, e alla situazione dell’economia mondiale.
Un incontro che non sembra si possa interpretare come un tentativo della Santa Sede di giocare un ruolo nell’intricato dibattito politico nostrano, magari appoggiando Tremonti in vista di futuri equilibri e future formule. I consueti canali con il governo restano aperti, ed è Gianni Letta, spiegano Oltretevere, il plenipotenziario del premier per i rapporti con la Santa Sede. Incontri con il segretario di Stato, poi, difficilmente si negano ai politici che ne fanno richiesta, a qualsiasi schieramento appartengano. Ma non c’è dubbio che il superministro dell’Economia si stia conquistando sponde e appoggi sempre più importanti nei sacri palazzi. Come attestano peraltro le parole pronunciate dal presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi, a margine di un convegno organizzato tre giorni fa a Roma dal Centro di orientamento politico: «Non posso esprimere giudizi sulla classe politica italiana in generale ma credo che Giulio Tremonti sia il ministro dell’Economia più apprezzato e stimato da tutti in Europa». Il presidente della banca vaticana ha quindi auspicato che «quello che Tremonti fa, come lo fa e perché lo fa, sia da esempio per tutti gli altri» nell’Unione europea. Gotti Tedeschi è uno dei consiglieri di Tremonti ed è stato lui a accompagnare, nel marzo scorso, il ministro nell’appartamento di Benedetto XVI, per un faccia a faccia riservatissimo. Tremonti tornerà in Vaticano, questa volta in veste pubblica, il 3 novembre, per intervenire a una tavola rotonda con mille invitati, organizzata dal presidente dello Ior per i responsabili economici degli istituti religiosi. Si analizzerà la situazione economica mondiale ed è previsto il saluto introduttivo del cardinale Bertone.
Il ministro dell’Economia è stato tra coloro che hanno maggiormente apprezzato e pubblicamente sostenuto il messaggio papale di Caritas in veritate, l’enciclica sociale pubblicata nel luglio dell’anno scorso, definendolo «una guida per la politica» e rilevando come gli ultimi vent’anni, caratterizzati da cambiamenti epocali, abbiano postulato la necessità di un «pensiero che non può restare uguale a quello del passato» e che «non può essere solo mercantile, deve essere pensiero civile». Non si deve dimenticare inoltre che lo stesso Papa Ratzinger aveva letto e apprezzato il libro di Tremonti, La paura e la speranza, che insisteva sulla decadenza di un’Europa senza radici e citava il Pontefice ricordando come non si possa governare «la storia con mere strutture materiali, prescindendo da Dio».
Dopo un breve saluto a Lorenzago di Cadore nel 2007, e un incontro in una saletta del vescovado di Bressanone, nell’agosto 2008, Tremonti è stato riservatamente ricevuto altre volte. L’ultima delle quali durante l’estate a Castel Gandolfo, dove hanno trascorso le vacanze sia il Pontefice che Bertone.
Tremonti, padre del meccanismo dell’otto per mille deciso dallo Stato italiano per finanziare, su base volontaria, la Chiesa cattolica e le altre confessioni religiose, apprezzato e ascoltato referente della Lega Nord (un anno e mezzo fa portò Bossi in udienza dal patriarca di Venezia Angelo Scola), intensifica dunque le sue relazioni con il mondo ecclesiastico. Ed è sempre più stimato nei sacri palazzi.