Il «Giulio Cesare» di Shakespeare: tragedia del potere

Dal 25 agosto al 6 settembre al Silvano Toti Globe Theatre verrà rappresentato il «Giulio Cesare» di William Shakespeare, una grande tragedia sull’ossessione del potere, nella versione tradotta da Masolino D’Amico e con la regia di Daniele Salvo. Nel «Giulio Cesare» shakespeariano l’ossessione del potere qui divora tutti; il destino fa il suo corso travolgendo la morale, portando via con sé il senso etico, l’umanità e il cuore degli uomini. Forti i riferimenti all’attualità, al mondo politico di oggi e agli eventi quotidiani. Shakespeare prende in esame un aspetto attualissimo del potere: il controllo del linguaggio. Chi controlla l’uso del linguaggio ha in mano le folle, il consenso e può cambiare i comportamenti degli altri uomini. Il grande drammaturgo in quest’opera parla al futuro e alla quotidianità dominata dai «persuasori occulti». Shakespeare evoca le straordinarie storie di piccoli e grandi uomini, intrecciando i loro destini ad atmosfere ed evocazioni di una Roma perduta, pervasa da una sorta di rigido incantesimo, luogo di morte, luogo della mente popolato da incubi e inquietudini notturne. Attraverso la scrittura del «Giulio Cesare» si possono toccare con mano le problematiche e le ansie di un intero popolo, scoprire una Roma sconosciuta, guardare in volto gli assassini del grande Cesare.