La giunta in conclave conferma: sarà stangata sulla seconda casa

Lacrime e sangue, come al solito. L’assessore al Bilancio Bruno Tabacci fa la lista dei sacrifici che sarà necessario fare (li faranno i milanesi) per quadrare il bilancio e realizzare le priorità della giunta per il 2012. Ieri sindaco e assessori si sono riuniti in conclave da pomeriggio a sera a Palazzo Marino per iniziare ad individuare un elenco di obiettivi «spot» della giunta - e non per singoli assessorati - e come recuperare risorse per far fronte ai minori trasferimenti dallo Stato. Il deficit di Palazzo Marino per la parte di spesa corrente si aggira intorno ai 540-580 milioni di euro. «Dobbiamo evitare il più possibile di pesare sulle famiglie di ceto-medio basso» è la filosofia. C’è il «fortissimo intendimento» a non aggravare l’Imu sulla prima casa risparmiando il più possibile i redditi medio-bassi, l’aliquota potrebbe essere mantenuta al 4,6 per mille come era l’Ici. Ma «a costo di colpire più pesantemente i proprietari delle seconde case». Che rischiano di pagare una super-Imu, addirittura il massimo dell’aliquota permessa, il 10,6 per mille. In questo caso esiste anche il nodo delle proprietà in capo a enti come Policlinico, Pio Albergo Trivulzio o persino l’Aler che rientrano tra le grandi proprietà come banche o assicurazioni. E la stangata sulla seconda casa sarà doppia, visto che il sindaco ha già annunciato l’aggiornamento del catasto, che ovviamente si tradurrà nell’innalzamento degli estimi. É una prima consultazione tra gli assessori. I milanesi stiano certi. Potranno godersi un bel Carnevale visto che il Comune ha deciso di spendere ben trecentomila euro per organizzare eventi in tutte le zone, ma ci sarà poco da ridere con la batosta fiscale che li attende. Se non bastava il ticket d’ingresso in centro da 5 euro al giorno, l’aumento del biglietto Atm a un euro e cinquanta e la reintroduzione dell’Irpef dopo dieci anni, per il 2012 proprio l’addizionale rischia già di quadruplicare, dallo 0,2 allo 0,8 per cento, con incassi che potrebbero volare fino a 180 milioni di euro.
Nel giro di consultazioni, ci sono alcuni punti chiave del bilancio che confermano le scelte dell’anno scorso (e della giunta Moratti), come la dismissione della Serravalle che è rimasta ancora in capo al Comune dopo tre gare andate deserte (per il 18,6 per cento della società autostradale). Confermata dal dg Davide Corritore l’intenzione di applicare il meccanismo della spending review, un controllo voce per voce di investimenti e spese per le società partecipate dal Comune. Si concentrerà l’impegno sul recupero dall’evasione fiscale sia sulle tasse nazionali sia locali. E fondi da tradurre in investimenti verranno trovati attraverso «un’accurata valorizzazione del patrimonio immobiliare». Oltre che da un maggior ricorso ai fondi Ue.
La maxi-stangata sulle seconde case dunque appare inevitabile. Prova a indorare la pillola il Pd, anticipando che per evitare di pesare eccessivamente sulle famiglie ed evitare che si traduca automaticamente in canoni d’affitto alle stelle per gli inquilini (più di quanto già non lo siano sotto la Madonnina) «si potrebbe garantire un’imposta più contenuta a chi garantisce affitti a costi calmierati». Ma si naviga ancora a vista.
Tra i prelievi in arrivo potrebbe esserci la tassa di soggiorno che non dispiace alla giunta Pisapia. Una «manovrina» da dieci milioni di euro. Almeno in questo caso, i residenti sarebbero esclusi. Evviva.