La giunta Marrazzo annaspa sul piano di rientro del deficit

Altri soldi per i risarcimenti E oggi il vertice con i «tecnici»

Chissà se i tecnici del ministero dell’Economia, che stamani avranno a che fare con i conti pubblici regionali in merito allo spinoso problema del rientro del deficit sanitario, vedranno di buon occhio la decisione della giunta Marrazzo e della maggioranza di centrosinistra di scavalcare a pie’ pari una sentenza giuridica con un impegno di spesa milionario. Stiamo parlando delle risorse finanziarie che l’esecutivo regionale dovrà approntare per pagare quello che chiamano equo indennizzo ai manager delle aziende sanitarie epurati illegittimamente dallo spoil system ora decretato illegittimo dal Consiglio di Stato. Illegittimità o meno, però, la giunta Marrazzo non ha alcuna voglia di reintegrare quei manager ed è pronta a pagare addirittura 5 milioni di euro pur di toglierseli di mezzo perché - dicono - espressione di una parte politica avversa. Certo la cifra è considerevole per quelle casse regionali che languono e che sono alle prese con il controllo della spesa sul primo trimestre dell’anno, ma tant’è. E l’esecutivo tira dritto su questo punto, anche se stamani sempre il supremo organo della giustizia amministrativa, così come una decina di giorni fa ha fatto per l’ex manager del San Camillo Forlanini, Domenico Alessio, si dovrà pronunciare pure su altri 4 ex: Franco Condò, Carlo Mirabella, Patrizio Valeri e Benito Battigaglia. Anche se su quest’ultimo il pronunciamento potrebbe essere posticipato di una settimana perché riguardante la provincia di Latina. Eppure l’iter consiliare per l’approvazione del provvedimento sul risarcimento del danno è stato tutt’altro che agevole alla Pisana. Anzi, i malumori all’interno del centrosinistra l’hanno fatta da padrone, facendo registrare continui «stop and go». Vale a dire che «si è consumato l’ennesimo teatrino della politica targato centrosinistra perché, dopo aver bloccato e sospeso una proposta di legge per il commercio, di vitale importanza, hanno convocato d’urgenza una seduta consiliare presentando una proposta di legge per l’“equo indennizzo” il cui testo in 5 giorni è stato cambiato integralmente ben 5 volte - taglia corto il capogruppo di Forza Italia Alfredo Pallone -. E tutto con l’unico scopo di far pagare ai cittadini laziali gli errori che la stessa maggioranza ulivista ha commesso». Non è tenero neppure l’Udc, che accusa l’esecutivo di arroganza: «Errare è umano, perseverare è diabolico. Non solo il centrosinistra sbagliò nel 2005 con la rimozione dei direttori generali delle aziende sanitarie, ma continua sulla stessa strada approvando una legge inopportuna con la complicità della maggioranza, per mettersi al riparo da eventuali responsabilità di danno erariale». Parla invece di «forzatura» il consigliere di An Tommaso Luzzi che spiega: «L’approvazione dell’equo indennizzo non conviene a nessuno anche perché la sentenza del Consiglio di Stato parla a tutti gli effetti di reintegro dei direttori generali e non di risarcimenti». E con queste premesse le altrettante conclusioni non possono essere che tutte da scoprire. L’opposizione non getta la spugna e rilancia la volontà di andare avanti nelle richieste di chiarezza: «Per ora, sulla questione del reintegro abbiamo assistito solo a logiche politiche spartitorie che hanno prevalso sul principio dell’imparzialità della buona amministrazione».