La giunta Marrazzo ormai al capolinea

Si riparte da zero. Il piano di rientro è tutto da rifare. I sei provvedimenti sul ripiano del deficit sanitario sono stati rispediti al mittente dai tecnici del ministero delle Finanze perché «irricevibili» dal punto di vista economico e sostanziale. Una realtà che viene sintetizzata come «emergenza Lazio sancita, di fatto, con il commissariamento della Regione da parte del governo e prima ancora da parte del sindaco Veltroni». Affermazione al vetriolo del coordinatore regionale di Forza Italia, Francesco Giro, che ha aperto l’incontro di ieri per fare il punto sul bilancio dei primi due anni di amministrazione Marrazzo dando notizia della richiesta di revisione completa dei 6 atti sul ripiano del debito da parte di Tommaso Padoa-Schioppa. «In pratica tutte le delibere sul piano di rientro del deficit non sono state approvate - spiega Giro -: la bocciatura ha riguardato le tariffe sui farmaci, la riabilitazione motoria e l’assistenza territoriale mentre sono state richieste modifiche alle delibere sul taglio dei posti letto e sulla centralizzazione degli acquisti farmaceutici». Ma le critiche degli azzurri toccano pure le misure di contenimento della spesa che non decollano, le perplessità sul decreto spalma-debiti espresse dalla Corte dei conti, la questione rifiuti che rischia di trasformarsi in allarme sul modello campano, la cura del ferro ormai arenata per mancanza di fondi, l’assistenza sanitaria e l’osservanza della legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Tutti argomenti che dovrebbero interessare i lavori delle commissioni consiliari. Macché. Di fatto il consiglio regionale è esautorato. «Siamo ormai alla destituzione decisionale del consiglio sintomatica della crisi che alberga nella maggioranza e nell’esecutivo che - aggiunge il capogruppo alla Pisana Alfredo Pallone - ormai dialoga solo con se stesso e non si relaziona con la realtà. Una per tutte, la necessità di stringere i tempi sull’assestamento di bilancio per far fruttare i soldi del rientro sul debito e poter pagare i creditori». Invece la manovra economica deve ancora attendere. E il perché è presto detto. «Alla gestione squisitamente contabile - ha precisato il vicepresidente azzurro della commissione Sanità Stefano De Lillo - ci pensa l’advisor finanziario nominato dal ministero delle Finanze che controlla ogni atto che riguarda impegni di spesa in campo assistenziale. Vale a dire oltre il 70 per cento della cassa regionale». Mentre starebbero, per il consigliere Fabio Armeni, nelle contraddizioni della maggioranza anche i programmi, arenati, sul tema rifiuti e sicurezza nei luoghi di lavoro. «Qui - dice - lo stanziamento di 14 milioni di euro è rimasto sulla carta». Ma se sui servizi la giunta ulivista va giù dura con i tagli, in materia di manifestazioni culturali invece si concedono cospicui contributi. Il consigliere Gianni Sammarco, in qualità di vicepresidente della commissione Cultura, ha proposto la costituzione di un osservatorio (che verrà guidato da Michele Lo Foco) per analizzare, con un monitoraggio trimestrale, l’impegno economico sui grandi eventi.