La giunta prigioniera delle contraddizioni

La ripresa dei lavori del Consiglio Provinciale dopo la pausa natalizia ha confermato la «strategia dell'immobilismo» della giunta di centrosinistra, che ogni giorno di più è condizionata da Rifondazione Comunista con l'apporto straordinario della componente «neo radical-socialista» presente tra le fila della maggioranza.
Le contraddizioni, in questo modo, sono all'ordine del giorno, e riguardano temi locali fondamentali, come - ma sono solo esempi, quantunque macroscopici di tale modo di «sgovernare» - l'utilizzo del bene-patrimonio dell'acqua e la risoluzione del problema dei rifiuti solidi urbani (si ricordino in proposito i 12 mesi necessari per risolvere il problema promessi in campagna elettorale dal presidente Repetto).
Unico collante, un aprioristico antiberlusconismo e soprattutto la gestione del potere senza «inutili controlli», come dimostrato dal recente consiglio di amministrazione della Set dove si è assistito alla solita ripartizione tra le varie anime della maggioranza.
In queste condizioni è difficile esercitare le funzioni di controllo, proprie della minoranza e ancor più difficile dimostrare che la provincia «esiste», come istituzionalmente tenta di fare il presidente Repetto, definendo impossibili cornici per una Genova che invece ha tanto bisogno di contenuti e di scelte.
Eccezione condivisa, il positivo accordo con l'università di Genova, che ci auguriamo possa consentire a molti giovani di non lasciare la nostra Regione.
La campagna elettorale politica con le contraddizioni di una coalizione di sinistra, che va da Fisichella ai no global, con la laica benedizione di Pannella, non è forse il momento più opportuno per passare dall'ordinaria amministrazione alle scelte, ma Genova e la Provincia non meritano il totale appiattimento in un comune ed in una regione che non brillano certo per volontà di cambiamento iniziative e progetti incisivi.
Roberto Bagnasco
Capogruppo di Forza Italia