La giunta scivola sui revisori dei conti

Scontro a suon di norme e regolamento per la votazione dei revisori dei conti del Comune. A pochi secondi dall'elezione, il segretario generale, Mariangela Danzì, ferma tutto: due o più dei candidati, non avrebbero i requisiti necessari per essere eletti. In pratica avrebbero ricoperto già più volte cariche all'interno del Comune e questo toglie loro l'eleggibilità. Peccato che nessuno se ne fosse accorto fino a quel momento, fino a quando, cioè, in via informale, un consigliere della maggioranza ha avvisato il segretario generale. «Non è possibile lavorare così - ammette Simone Farello, capogruppo del Pd -, i miei colleghi hanno avuto due mesi di tempo per far notare le incongruenze. Abbiamo visto 50 curriculum. Le richieste di chiarimento devono essere fatte solo in modo formale. Sembriamo dilettanti della politica». L'applauso è bipartisan. «Sono d'accordo con Farello» ribatte dagli scranni di An Giuseppe Murolo. «Siamo nelle mani di dirigenti incompetenti. E' un fatto gravissimo, che poteva succedere per qualsiasi delibera - commenta Raffaella della Bianca, capogruppo di Forza Italia -. A questo punto, che certezze abbiamo?». La discussione si è poi conclusa con l'elezione di Roberto Benedetti a presidente del collegio dei revisori. Gli altri due componenti sono Nicola Fossati e Fabrizio Rimassa, ma non si escludono ricorsi.
Nomadi, nuovi sgomberi. Entro fine mese saranno sgomberati nuovamente quattro insediamenti abusivi di rom. Sono circa 200 i nomadi presenti sul territorio genovese, accampati ora tra il fiume Polcevera, la Valbisagno, via Serra di Morego e via Molinetti a Voltri. Gli sfollati avranno la possibilità di inserirsi in un progetto di integrazione. «Per gli altri quattro sgomberi operati sul territorio - spiega l'assessore alla sicurezza Francesco Scidone -, questo sistema ha funzionato sull'80 per cento dei rom. Che ora hanno una casa, un lavoro e mandano i figli a scuola». A preoccupare, però, è il restante 20 per cento, per il quale è stato emesso un ordine di allontanamento. «Anche nei prossimi sgomberi il 20 per cento non vorrà partecipare all'integrazione - osserva Franco Debenedictis, consigliere comunale della Lista Biasotti -. E la storia ricomincerà da capo: vanno individuate altre vie».
Lucciole sentinelle, arriva il progetto. «Se la prostituzione non può essere un reato, abbiamo pensato che il modo migliore per contrastare la tratta e lo sfruttamento fosse proprio un atteggiamento conciliativo». Così, l'assessore alle politiche sociali Roberta Papi, sull'eventuale coinvolgimento delle prostitute nella sicurezza del centro storico. «L'atteggiamento è equivoco - hanno osservato Costa, Fi, e Piana, Lega -: prima dicono di voler combattere le prostituzione, poi affidano il controllo dei bassi alle prostitute». Non sarebbe il comune a preparare il progetto per le «lucciole sentinelle», bensì il Civ della Maddalena, insieme ai residenti e all'associazione Comitato diritti civili delle prostitute. A breve, dovrebbero essere in grado di presentare una bozza ai servizi sociali. Da lì, «il progetto passerà al mio assessorato - dice Roberta Papi -, poi al consiglio comunale per le eventuali valutazioni».
Ospedale di vallata: Marta Vincenzi è tornata a parlare del nosocomio da 600 posti che dovrebbe essere il punto d'arrivo della riorganizzazione della sanità ligure. E' intervenuta, ha detto, per fare il punto tra le troppe voci che stanno circolando a mezzo stampa. Quattro le aree individuate (Carmagnani, le fonderie di Cornigliano e Villa Bombrini, l'area Fincantieri nord), più un'altra, a Sampierdarena, in via Degola: 45mila metri quadrati che potrebbero essere una «buona soluzione intermedia». La discussone è comunque rimandata a una riunione monotematica del consiglio, dopo il 4 marzo.