«La giunta travolta dal voto di Firenze»

«A sinistra credevano di poter fare qualsiasi cosa, ma i fiorentini hanno difeso la loro città»

«Ha vinto la verità, ha vinto la gente». Non ha dubbi Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi e fiorentino doc, nel commentare il referendum che ha bocciato il progetto della giunta Domenici: la linea della tramvia che avrebbe dovuto passare a ridosso del Battistero, dopo mesi di polemiche infuocate, è stata rigettata dal voto dei cittadini.

Onorevole, ora che quel «mostro di lamiera lungo 32 metri», come lo ha definito, è stato travolto dal rifiuto dei cittadini, che scenari si aprono?

«Staremo a vedere. L’importante è che il centro di Firenze, un gioiello architettonico unico al mondo, è stato difeso dai suoi stessi cittadini, dagli orgogliosi abitanti di un’area preziosissima, che non ha eguali».

Pericolo scampato quindi?

«Non vedo proprio come il governo cittadino potrà nei prossimi giorni ignorare il responso delle urne e andare avanti come niente fosse. Eppure non è detto che ciò non avvenga; in fondo pochi giorni prima del voto Domenici aveva detto che sarebbe comunque andato avanti col progetto».

In effetti è stata una campagna referendaria a tratti anche molto aspra

«E che la giunta Domenici ha affrontato nel peggiore dei modi, volendo per forza rendere il referendum un voto politico; e questo è stato un errore».

Perché?

«Non hanno ancora capito che nel 2008 la gente non vota più per partito preso, ma in base alle questioni volta per volta in esame».

Perché allora Domenici ha portato avanti così a testa bassa il progetto tramvia?

«Forte dell’ampia maggioranza di cui gode in comune, ha pensato di poter fare qualsiasi cosa».

Pensa che andrà avanti con questo atteggiamento?

«Non credo. Alla luce del voto dell’altro ieri, significherebbe andare contro la maggioranza dei cittadini. Questo non è stato un voto politico, il voto contrario al tram è stato trasversale. Non solo; anche il Di Pietro, il ministro per le Infrastrutture, ha dichiarato che Domenici dovrà tenere conto del giudizio popolare».

E se non lo facesse?

«Allora spaccherà la città in due, provocherà lo scempio di un’area dal valore inestimabile e, cosa ben più grave, allontanerà i fiorentini dalla politica, perché sarà la dimostrazione pura dell’arroganza del potere che va avanti contro il volere popolare».