La giunta Vincenzi teme l’arrivo dei no global

(...) commemorazione dei fatti del G8. Parla di «fatto di estrema gravità che rasenta l'apologia di reato» perché «non è possibile far celebrare l'attacco allo Stato». E ancora, parla di decisione pessima perché «quello stadio nel 2001 è stato usato come officina per la costruzione di armi e da lì - accusa sempre Bernabò Brea - uscì la parte peggiore dei no global, quella che saccheggiò grandi magazzini, bruciò auto e negozi, distrusse molti immobili pubblici, Carlini compreso». E a tutela di questo, risponde l'assessore Paolo Striano, il Comune ha chiesto agli organizzatori 25mila euro di cauzione, oltre a 2000 euro di affitto. «Ci siamo comportati con la onlus Comitato piazza Carlo Giuliani in modo analogo a come ci saremmo comportati di fronte alle richieste di utilizzo dello stadio di altre associazioni» spiega l'assessore che vorrebbe dare una più ridimensionata e «appropriata dimensione all'evento». C'è stato anche un sopralluogo tra la società che gestisce per conto del Comune l'impianto, la Sport in Genova, e alcuni rappresentanti del comitato organizzatore per verificare le condizioni attuali del Carlini. Le risposte però non sono bastate a placare gli animi dei consiglieri d'opposizione, che quando si sono sentiti dire che «per la prima volta il Comune ha chiesto una fideiussione così onerosa», hanno ribattuto che «questa è la prova che anche la Giunta teme l'arrivo dei no global».
In aula compare per la prima volta anche l'ex candidato sindaco del centrodestra Enrico Musso, sorpreso per i tanti cambiamenti procedurali nella sala Rossa. Lui in quell'aula c'era già stato nel 1990 e per questo precisa di non essere affatto una matricola, «semmai - aggiunge con un sorriso - il consigliere più anziano, visto che tra le persone di allora ritrova solo Beppe Costa e Marta Vincenzi». Poi si fa serio e lo dice che con lui sindaco «molto probabilmente il Carlini non l'avrebbe concesso ai manifestanti, perché così ora si rischia di prestare il fianco a possibili degenerazioni». E se usa il condizionale è solo «perché - precisa - non sono a conoscenza delle motivazioni ufficiali per cui il comitato promotore ne ha fatto richiesta». Ma sulle novità del consiglio di oggi, aggiunge: «Si perdono ore per questioni procedurali e poco tempo per le discussioni serie. Per questo io interverrò solo quando lo riterrò davvero opportuno e quando avrò qualcosa da aggiungere rispetto agli altri consiglieri perché tirerei a velocizzare le sedute».
Ma l'opposizione, intanto, non chiude un occhio su nulla. Raffaella Della Bianca, chiedendo al sindaco chiarimenti sulle sue linee programmatiche e in particolare sul riassetto della macchina comunale e su temi quali la riduzioni dell'Ici o il rischio di fuga di importanti imprese da Genova, non ne perdona mezza. Neppure sull'ortografia: «Io vorrei - chiarisce il capogruppo di Forza Italia - che in quest'aula si rispettasse la lingua italiana e che Marta Vincenzi fosse chiamata e si firmasse come il sindaco e non come la sindaco» . Ma lei, una orgogliosa di essere stata chiamata fino a oggi «la Marta», risponde subito invitando «la consigliera Della Bianca» di non sottovalutare la capacità di rinnovamento di un sindaco donna che può far rinnovare anche la lingua, che di per sé è sempre in evoluzione. E poi, precisa puntigliosa: «Questo non è un errore perché tra “la” e “sindaco” ci starebbe in mezzo la parola “signora”, che però non si scrive». La signora sindaco, poi, ha dovuto far fronte anche ad alcune contestazioni di cittadini in aula tra le file riservate al pubblico che hanno esposto cartelli con scritto: «Ieri ci hanno fregato il mare, oggi la spiaggia». C'è stato anche il tempo di approvare su proposta Della Bianca e con consenso bipartisan un incarico ad interim all'ufficio di presidenza del consiglio, che avrà competenza di difensore civico in attesa della nuova nomina, che avverrà entro la fine dell'anno.