Giunte al capolinea: anno nuovo, assessori nuovi

(...) Oltre alla plateale lite avvenuta in giunta tra l’assessore Franca Sanò e l’assessore Monica Puttini, all’imbarazzata presenza dei colleghi, il presidente Repetto ha infatti messo in conto alla sua «contabile» anche un atteggiamento poco tollerato a sinistra. Tra i rimproveri alla Sanò c’è stato infatti quello relativo a una risposta troppo obiettiva fornita a un’interrogazione di Renata Oliveri, leader del centrodestra, su una consulenza inserita nell’assestamento di bilancio. E un assessore che con molta sincerità ammetta che sia opportuno fornire qualche chiarimento, non è evidentemente gradito.
Dalla Provincia alla Regione, sembra che il virus del rimpasto si stia estendendo. All’assessore G.B. Pittaluga, al bilancio anche lui, sarebbe stato chiesto di fare un passo indietro. Non da assessore però. Gli sono state chieste le dimissioni da consigliere. Un gesto che aprirebbe le porte all’ingresso di Elio Ugolini, primo dei non eletti in «Gente di Liguria». Ma Pittaluga avrebbe risposto con un sempre corteso quanto fermo «no grazie», offrendo piuttosto in cambio la poltrona da assessore. Quella stessa poltrona che si sta cercando di sfilare a Margherita Bozzano, responsabile del turismo, sempre al centro di polemiche e imbarazzate ritirate strategiche su leggi contestate. A togliere le castagne dal fuoco a Claudio Burlando, che va ripetendo l’antica promessa di arrivare a fine mandato con la stessa giunta, arriva puntuale la mozione di sfiducia presentata dall’Udc nei confronti della Bozzano. Uno scossone a sorpresa che potrebbe consentire all’assessore di fare il bel gesto, giustificando le dimissioni con il politicamente sempre utile desiderio di immolarsi per evitare polemiche.
Ma perché tanti cambiamenti? Una spiegazione potrebbe trovare riscontro anche in altre amministrazioni. A Bologna, ad esempio, proprio ieri il sindaco Sergio Cofferati ha annunciato la sua intenzione di dimettersi a febbraio se non avrà una maggioranza sicura. Gli sconvolgimenti politici di questi giorni probabilmente non lasciano tranquillo neppure Burlando, che si sentirebbe magari più garantito dalla presenza in consiglio (cioè dal diritto di voto) di Ugolini. Mentre la Bozzano è la proponente di quella legge sugli alberghi (e sui vincoli) che sta frantumando la maggioranza, tanto che anche ieri è stato deciso di ritirarla per l’ennesima volta, rinviandola a tempi migliori. Stessa cosa, sempre per la difficoltà di equilibri interni, accade per la nomina di Pasqualino Serafini a presidente del Corecom: rinvio a data da destinarsi dopo che, per il secondo giorno consecutivo (ma terza volta dall’inizio della questione), la maggioranza non ha trovato i voti necessari all’elezione. Serafini è imposto dai Verdi, che pure hanno già ottenuto molto, visto che appena giovedì tutto il centrosinistra ha votato contro la deroga per la caccia a storni e fringuelli. Una legge attesa trasversalmente. Ma il pegno pagato ai Verdi è stato alto, ora gli equilibri della maggioranza potrebbero subire nuovi scossoni. E Burlando preferisce cercare fedelissimi.