La giuria nostrana boccia tutti. O quasi

La casa cè molto bella, il televisore adeguato, il gruppo d’ascolto è formato da un «vanitoso», un «antipatico», un «latin lover», da una giovane «sciampista», da una antica nobildonna, da una giovane che ama le discoteche. Coordina la vostra Novella Eva. Di fronte alla «giuria di qualità» scelta da Pippo Baudo, e attaccata violentemente per la sua composizione, noi proponiamo una giuria di «dis-qualità» che «dis-cuterà» sul festival, esibizione cinquantasette.
C’è molta attesa, diremo trepidante, per vedere il poeta «trombato» alle primarie della sinistra genovese, Edoardo Sanguineti. Verso le due meno venti di notte appare lui, stranamente sveglio, mentre Chiambretti presenta l’interprete della canzone di Liberovici, parole del poeta: Ottavia Fusco. «Che... fusto!» esclama l’antipatico. «Bella donna, ma sa anche cantare?» si chiede il vanitoso del gruppo. Ottavia canta e si contorce davanti a Baudo e poi si siede stanca, ma felice. Il suo «maquillage» è stato curato da Michele Serrano. Niente male. Sanguineti, da gentiluomo, dice che gli dispiace che la sua canzone sia stata eliminata. Anche se Baudo, dopo averla ascoltata ancora, ribadisce un fermissimo «No!». Pazienza.
E la bella Michelle? E i suoi abiti tutti di stilisti italiani? «Pomposa» dice la nobile signora, «raffinata» accenna la ragazza giovane, ma la curiosità riguarda il suo rinnovato amore per Eros. «Che amore! - si sussurra - canta anche una canzone di Eros, ma dai... riunitevi!». Rimane questa la grande speranza di tutto il popolo italiano, compreso il nostro gruppo di ascolto. E il cachet di Michelle? «Una vergogna» si annota, poi qualche giustificazione: «Ma, insomma, sapete che lei si è portata anche lo chef, poverina, e anche lo stilista, e pure il coreografo e il coiffeur. Li deve pagare tutti lei, povera bimba! Altro che di due miliardi avrebbe bisogno». Già: e così Michelle diventa oggetto di discussione per tutta la sera.
Baudo. Sul super Pippo parole di elogio e di amarezza: lui avrà come cachet due miliardi circa, ma anche lui «difende gli orchestrali che prendono 52 euro a serata. Non è un uomo che ama la solidarietà?». Giusto così: ma aggiunge sempre il nostro antipatico: «Ma perché Baudo non offre un po’ dei suoi miliardi a questi poveracci?». Già, perché?
Si applaude quando, in collegamento con la nobile casa di Rita Rusic, la strepitante Barbara Alberti grida: «Ma basta con questi Facchinetti: sono un esempio di pornografia dei sentimenti». Applausi nel salotto, ma anche da Chiambretti. Patetici i due Facchinetti, specie il giovane, considerato (forse perché già compagno della Yespica) fra i più «antipatici» della musica italiana.
Cornacchione. Un flop. Ma possibile che ce l’abbia sempre con Berlusconi. Prodi?Tutta una ipocrisia essere venuto ad imitare il «mortadella». Anche Baudo si è scusato per il «Cornacchia»: va bene solo da Fazio dove lo scenario è adatto per lui e gli antiberlusconiani. Ormai la satira non esiste più.