«La giuria di spettatori è la novità»

da Roma

E se il francese Le Figaro promuoveva ieri il nostro cinema alla Festa scrivendo che «ha ricominciato a parlare della società con eccellenti registi come Mazzacurati, Soldini e Greco, smentendo così i cliché sulla morte del cinema italiano», la verità però è che alla fine nel palmarès la nostra lingua non viene parlata. Unica, magra consolazione le parole del presidente della giuria Danis Tanovic che, incontrando i giornalisti dopo la premiazione, ha rivelato come anche La giusta distanza di Carlo Mazzacurati fosse tra i candidati ai premi del Concorso anche se alla fine si è dovuto accontentare solo di due premi collaterali, uno dell'Oréal e l'altro della Lara, alla protagonista Valentina Lodovini e a Giuseppe Battiston.
Doppia festa invece per Jason Reitman, figlio d'arte del regista e produttore Ivan (quello di Ghostbusters) tornato di corsa dagli Stati Uniti per ritirare il premio al suo Juno: «Ho saputo di aver vinto durante la festa per il primo compleanno di mia figlia Lucy, mio padre era al settimo cielo per me. Sono molto contento che il riconoscimento venga da una giuria di spettatori: questo è il punto di forza della Festa». Fondamentale per il successo del film l'apporto della sceneggiatrice, ex spogliarellista, Diablo Cody (sul braccio il tatuaggio di una ragazza in bikini) che ha scritto il personaggio della protagonista sedicenne alle prese con una gravidanza: «C’è molto di me in Juno - dice vestita con un estroso cappellino e succinta minigonna - ma non è un personaggio autobiografico, di più è la mia alter-ego».
La cinese Jang Wenli, miglior attrice per Li Chun di Chang Wei Gu, che all'ora di pranzo vestiva con un elegantissimo abito da sera nero, si dice felice perché «è bello che un film su una ragazza semplice che vuole studiare l'Opera sia stato premiato proprio a Roma, la capitale di quest'arte». Rade Sherbedzja, miglior interprete maschile per Fugitive Pieces di Jeremy Podeswa, di premi ne ha vinti tanti ma stavolta la dedica è particolare: «Questo premio va a tutte le persone del mondo sradicate e un po’ esuli», dice quasi commosso. E aggiunge: «Marc'Aurelio è la mia scultura preferita e il riconoscimento viene da una Festa importante a Roma, città dei registi e del cinema».
Parole che non possono non inorgoglire i cinque direttori della manifestazione (Giorgio Gosetti, Teresa Cavina, Mario Sesti, Piera Detassis, Gianluca Giannelli) che durante la conferenza stampa di chiusura della Festa, a cui non ha partecipato Bettini, si sono detti completamente soddisfatti dei risultati dell'edizione 2007.