Giustina

La storia di questa martire è più che altro quella delle sue reliquie, visto che di lei non si sa praticamente nulla. Una sua biografia dice che Giustina era stata discepola di san Prosdocimo, il quale a sua volta era stato discepolo di san Pietro. Prosdocimo divenne il primo vescovo di Padova e la sua pupilla Giustina finì uccisa di spada a causa della sua fede. Questa biografia, però, non è anteriore al XII secolo, lo stesso in cui vennero ritrovate le reliquie della santa. Erano in una chiesa di Padova risalente al VI secolo e intitolata proprio a santa Giustina. Nel Grande Dizionario dei Santi di Alban Butler troviamo una conferma in un sermone attribuito a san Venanzio Fortunato, vescovo di Poitiers nel VII secolo. Questi parla del martirio di Giustina e invita tutti quelli che si recano a Padova ad andare a venerarne le reliquie. Nello stesso periodo (nell’anno 617) a Como venne intitolato a santa Giustina un oratorio. La santa è anche patrona di Rimini (insieme a sant’Andrea) e compare nei famosi mosaici di Sant’Apollinare a Ravenna, mosaici che risalgono anch’essi al VI secolo. A Padova nel XV secolo Ludovico Barbo fondò la congregazione benedettina detta «di Santa Giustina». La Serenissima inserì santa Giustina tra i suoi patroni dopo la vittoria di Lepanto contro i turchi nel 1571, giacché la fortunata battaglia navale si era svolta proprio nel giorno della santa. Questa festa fu subito eclissata, in tutta la Cristianità, da quella di santa Maria della Vittoria, la Vergine del Rosario, festa istituita proprio per ricordare l’impresa della flotta cristiana.