Giustino B., il Prosecco «eroico» firmato Ruggeri

P uò il Prosecco, vino di grande successo da sempre però considerato adatto a un consumo giovane, essere oggetto di una «verticale» molto profonda? Può, se l'azienda si chiama Ruggeri, una delle più rigorose. E può se il vino è il Giustino B., dedicato al fondatore dell'azienda e padre di Paolo Bisol che la conduce oggi. Giustino è ancora sulla breccia a 96 anni, con il righello e le penne colorate ancora oggi prepara schemi riassuntivi, che confrontano le vendite delle varie annate. Non poteva che essere dedicato a lui, quindi, il «cru» aziendale. A cui a Milano è stata dedicata una degustazione che è partita dall'anno 1996 arrivando fino al 2013. L'occasione per valutare l'evoluzione sorprendete di un vino prodotto per la prima volta nel 1995 per festeggiare i primi 50 anni di lavoro nel mondo del vino di Giustino Bisol, che aveva iniziato a lavorare nella cantina paterna appena tornato dalla guerra, nel 1946. Vino quasi eroico, che nasce dalla selezione di storici vigneti di alta e media collina nel territorio di Valdobbiadene, estremità ovest dell'arco collinare in cui si produce il Prosecco Superiore Docg. Qui la pendenza pronunciata che trasforma ogni passeggiata in una faticaccia costringe a operare esclusivamente a mano in ogni fase, dalla potatura alla vendemmia: per ogni ettaro, infatti, sono necessarie fino a 700-800 ore di lavoro l'anno. La Ruggeri possiede due piccoli vigneti di Cartizze, nella zona più pregiata di Valdobbiadene, e 20 ettari a Monello, dove coltiva tra l'altro Pinot Bianco, Glera e Chardonnay. Il resto della produzione è di Prosecco Superiore Docg: un milione di bottiglie prodotte anche grazie alle uve conferite da un centinaia di viticoltori con cui i Bisol hanno un rapporto antico che spesso sconfina nell'amicizia. Perché è anche così che si fa un grande vino.