Giustizia, Alfano: "Riforma da fare, anche soli"

Il Guardasigilli, a <em>Mattino Cinque</em>, spiega le prossime mosse del
governo: &quot;Ricerchiamo il dialogo, perché le riforme condivise durano di
più. Ma abbiamo un dovere etico coi nostri elettori: non resteremo
fermi&quot;

Roma - Il governo non resterà fermo: la riforma della giustizia si farà anche senza il consenso dell’opposizione. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, intervistato a Mattino Cinque da Maurizio Belpietro. "Non so se c’è la possibilità di una intesa con l’opposizione. Noi non la rifiutiamo, ma anzi la ricerchiamo perché le riforme se sono votate da una maggioranza ampia sono destinate a durare in più nel tempo. Quindi ricercheremo una forma di consenso con l’opposizione" ha spiegato il Guardasigilli. Tuttavia, ha precisato Alfano, "abbiamo anche un dovere etico che nasce dalla nuova fase democratica che consegna al governo uomini votati direttamente dal popolo: cioè l’obbligo di fare quello che abbiamo promesso in campagna elettorale. Quindi di fronte al bivio tra la paralisi perché l’opposizione non vuole la riforma e quanto proposto agli elettori noi sceglieremo non di restare fermi, ma di procedere con le riforme. A fine legislatura infatti a chi ci chiederà 'Avete fatto la riforma della giustizia?' noi non possiamo dire 'Non l’abbiamo fatta ma abbiamo dialogato benissimo'...".