Giustizia, appello di Bondi al dialogo

Il ministro della Cultura si rivolge a Veltroni, D'Alema e Rutelli: "Se la classe politica supererà insieme il
fattore giustizia che ha impedito l'approdo a una democrazia
normale, la sconfitta sarà di tutti&quot;. Critiche al segretario del Pd. <a href="/a.pic1?ID=274013" target="_blank"><strong>Veltroni fischiato dai socialisti</strong></a>. Solo <a href="/a.pic1?ID=274212" target="_blank"><strong>Bossi lo difende</strong></a>

Marina di Pietrasanta (Lucca) - "Se la classe politica italiana non riuscirà a superare insieme il fattore giustizia che ha finora impedito l'approdo a una democrazia normale, alla fine di questa legislatura la sconfitta sarà di tutti". Lo ha detto il ministro della Cultura Sandro Bondi a margine di una iniziativa culturale alla Versiliana, lanciando un appello a Veltroni, D'Alema e Rutelli per il dialogo.

"Il dialogo sulle riforme è necessario non solo perché era nel programma di governo di entrambi i candidati premier, ma perché il Paese, giustamente, lo esige. Bisogna però essere chiari: la responsabilità maggiore di questa impasse che ha riportato indietro l'orologio della politica ricade sulle spalle di Veltroni, il quale mentre da una parte ha offerto un confronto senza pregiudiziali sulle riforme, dall'altra si è scelto come unico e strategico alleato Di Pietro, cioé il campione del giustizialismo e del tanto peggio tanto meglio", ha detto Bondi. "Mi chiedo come faccia un partito che si definisce riformista, e che ha dichiarato di non voler più considerare gli avversari politici come nemici, ad allearsi con una forza qualunquista - ha aggiunto il ministro - che propugna il dominio assoluto di un ordine dello Stato sulle istituzioni. E' questo il vizio d'origine che sta avvelenando l'inizio della legislatura"

"Colpisce - ha sottolineato Bondi - il fatto che Veltroni, il quale si era posto come l'uomo della discontinuità rispetto agli errori della sinistra, continui a non riconoscere nemmeno uno dei ritardi storici che, dal Pci in poi, hanno frenato la modernizzazione del Paese. I fischi del congresso socialista sono la colonna sonora dell'ultimo colossale sbaglio: l'alleanza, appunto, con l'Italia dei Valori".

Nonostante le critiche a Veltroni, Bondi ha spiegato che "chiunque abbia a cuore gli interessi di tutti gli italiani deve perseguire ogni sforzo perché il filo del dialogo venga riannodato. Le riforme vanno fatte insieme, ma non sono possibili riforme solo parziali: il Pd abbia il coraggio di ammettere che fra queste, ai primi punti dell'agenda, ci deve essere anche la giustizia, perché l'invasione di campo di certi magistrati e dello stesso Csm è sotto gli occhi di tutti, e gli italiani - smaltita la sbornia giustizialista - non hanno più fiducia in questa giustizia". "Se, dopo il responso chiarissimo delle ultime elezioni, la sinistra continuerà ad inseguire improbabili scorciatoie extrapolitiche per non ammettere la propria sconfitta, sarà stata persa un'altra storica occasione. Io spero - ha concluso il ministro - che il Partito Democratico, mi rivolgo a Veltroni, a D'Alema, a Rutelli, sappia sottrarsi all'abbraccio mortale di Di Pietro per riaprire un confronto sereno e costruttivo e liberare l'Italia dalla maledizione giudiziaria".