LA GIUSTIZIA BUONA

Non voglio nemmeno entrare nelle dispute legali sulla possibilità di avocazione tacita oppure no di un’inchiesta da parte del capo di una Procura. Già mi viene l’orticaria a sentir parlare di avocazione, figuriamoci i quesiti in punta di diritto sui diritti del procuratore capo. É roba da tecnici e supertecnici. Soprattutto, è roba che riguarda l’interno dei tribunali e delle procure e non i cittadini. Quindi, non permetterò a nessuno di guastare il mio buonumore.
Buonumore che nasce dal fatto che, al di là delle dispute da giureconsulti, un po’ alla volta, la magistratura sta riconquistando la mia fiducia. E, insieme alla mia, quella di molti cittadini. L’intervento del procuratore Lalla sul processo a Franco Henriquet è stato un ginseng salutare. Il professore, un santo laico, aveva fatto solo quello che un santo laico si sente in dovere di fare: evitare di gettare in un cestino farmaci del costo migliaia di euro già pagati dallo Stato e dare una mano alle casse dissestate del servizio sanitario nazionale. Una sensibilità straordinaria, unita alla straordinaria sensibilità dei familiari di malati terminali di cancro che, seppur sconvolti dal dolore, hanno trovato la forza di riportare al «loro» santo le medicine necessarie per alleviare il terribile dolore di altri malati. Poi, magari, il tutto è stato fatto senza l’apposito ricettario e senza tutti i timbri e le ceralacche.
Ecco, Francesco Lalla ci ha regalato il sogno di una giustizia in cui il cuore vince sui timbri e sulle ceralacche. Così come la Procura di Genova ci aveva regalato la vera giustizia sul G8: giustamente inflessibile con gli agenti accusati di aver disonorato la loro divisa non rispettando le leggi. E ha sbagliato chi, a destra, li ha criticati, anche pesantemente.
Ma i magistrati genovesi sono stati altrettanto giustamente inflessibili contro chi è accusato di aver saccheggiato e devastato la nostra città: quelle immagini drammatiche che tutti noi abbiamo ancora negli occhi e nel cuore. Quelle immagini che ci fanno male ogni volta. Quelle immagini che sono sì una ferita alla città, altro che la mancata istituzione della commissione parlamentare di inchiesta, come ha detto Marta Vincenzi.
Ecco, la manifestazione di sabato è anche contro questi magistrati e le loro richieste di condanna. Cosa ne pensano i giustizialisti a targhe alterne?