Giustizia, c'è intesa tra Pdl e Fli sulla Bongiorno La deputata finiana confermata in commissione

Giulia Bongiorno è stata
confermata alla presidenza della commissione Giustizia a Montecitorio. Nello scrutinio segreto alla deputata finiana sono andati 40 voti a favore su 48. L'Idv si astiene. Quattro preferenze a Giuseppe Consolo. Casini: "Senza intese non si va da nessuna parte"

Roma - Giulia Bongiorno è stata confermata alla presidenza della commissione Giustizia a Montecitorio. Nello scrutinio segreto alla deputata finiana sono andati 40 voti a favore su 48. Il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, ha fatto sapere che lui e l’altro componente Idv della commissione, Federico Palomba, si sono astenuti. Quattro voti sono, invece, andati a Giuseppe Consolo.

Casini: "Intese necessarie" Pier Ferdinando Casini ha accolto con soddisfazione la rielezione della Bongiorno cui ha concorso anche l’Udc. "E' un voto positivo", ha sottolineato il leader dell’Unione di Centro, vista "l’incomunicabilità che caratterizza quasi sempre" i rapporti tra maggioranza e opposizione. Dunque, ha insistito il leader centrista, "è un fatto positivo e abbiamo lavorato per questo. O cerchiamo punti di intesa sulle riforme in questa seconda parte della legislatura o non si va da nessuna parte. Tutti sappiamo che la riforma della giustizia non è possibile se non c’è il concorso dell’opposizione".

Ghedini: "Nostre buone leggi" Secondo Niccolò Ghedini, appoggiando la conferma della Bongiorno, il Pd e l’Udc "hanno apprezzato la linea del governo, ne prendiamo atto". "Sono contento per la Bongiorno, ho sempre detto che l’avrei votata e l’ho fatto - ha spiegato il deputato del Pdl - il voto del Pd e dell’Udc non mi imbarazza. Questo dà maggiore forza alle riforme". Ghedini ha, quindi, sottolineato: "Pd e Udc hanno votato un presidente che, seppur in modo dialettico, ha sempre appoggiato la linea del governo. Questa commissione ha approvato leggi come il Lodo Alfano, evidentemente l’opposizione ha compreso che quelle leggi erano buone".

Il sarcasmo di Bocchino Il finiano Italo Bocchino commenta con estremo sarcasmo la larghissima maggioranza con cui la Bongiorno è stata confermata. "Certo che se i primi due obiettivi di Berlusconi erano fare fuori me e la Bongiorno, inizia proprio bene - spiega il capogruppo alla Camera del Fli - sono falliti entrambi".