Giustizia, caso rientrato in cdm

Indiscrezioni volevano Mastella già dimissionario. Invece guidava l'ufficio politico dell'Udeur, da cui esce l'aut aut: "Chiarimenti o crisi". Poi, a Palazzo Chigi, Prodi riconferma la fiducia al Guardasigilli dopo una furiosa lite tra Di Pietro e il leader Udeur

Roma - Dopo una mattinata convulsa e caratterizzata da un susseguirsi di voci contrastanti a Palazzo Chigi sembra tornata la calma. Tanto che Romano Prodi si lascia andare nel pomeriggio a un "no, no, sono tranquillissimo" uscendo da Palazzo Chigi con la moglie Flavia per una breve passeggiata, in risposta ai cronisti che gli chiedono se abbia timore dell’aprirsi di una crisi di governo. Dopo una giornata convulsa sarà la serata a dire qualcosa in più sulla stabilità dell'esecutivo dopo il chiarimento con il leader dell'Udeur e il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro.

Allarme rientrato "In apertura del consiglio dei ministri, Prodi ha voluto ribadire la piena fiducia del governo al ministro Mastella e alle politiche del governo sulla giustizia, che sono sempre state approvate all’unanimità, ha ricordato Prodi". È quanto riferiscono fonti di palazzo Chigi. Cosa che implica, ha aggiunto Prodi, la "totale condivisione e il sostegno del governo alle politiche sulla giustizia". Il premier ha quindi sottolineato "l’adesione all’invito fatto ieri dal capo dello Stato" e ha "ribadito la piena fiducia alla magistratura, nella sua piena autonomia e nelle sue gerarchie". Prodi ha preso la parola dopo gli interventi dei ministri Mastella e Di Pietro. Caso rientrato, dunque.

Furiosa litigata "Con te ho chiuso per oggi e per il futuro". Clemente Mastella ha risposto così, durante il cdm, ad Antonio Di Pietro che dopo le tensioni, durissime, degli ultimi giorni aveva chiesto al Guardasigilli di chiudere in qualche modo il caso. "Vorrei trovare un punto d’incontro" avrebbe detto Di Pietro secondo fonti vicine a Mastella. Secca la risposta del ministro della Giustizia: "La mia dirittura morale è tale che con te non voglio avere nulla a che fare". A gettare acqua sul fuoco, è intervenuto quindi il premier con la sua dichiaraziona di piena fiducia a Mastella e alla politiche sulla giustizia. L’intervento di Prodi, riferiscono fonti dell’Udeur, è stato più che soddisfacente per il Guardasigilli e per il chiarimeno politico che aveva richiesto. Dopo la dichiarazione di fiducia del premier a Mastella, a quel punto, Di Pietro avrebbe voluto prendere di nuovo la parola, ma lo stesso Prodi lo avrebbe fermato: "Basta Antonio, la vicenda si chiude qua".

Dimissioni in mattinata Secondo indiscrezioni Adnkronos il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, stamani si stava recando dal presidente del Consiglio, Romano Prodi per consegnargli le dimissioni., Diviso da un’aspra polemica con l’ex pm di Mani Pulite e ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, che lo accusa di aver rimosso Luigi De Magistris per insabbiare indagini che lo riguardano, Mastella ha minacciato ieri di non votare il decreto legge correlato alla Finanziaria in mancanza di un chiarimento politico.

L'Udeur smentisce Il leader dell’Udeur, Clemente Mastella, invece, stava partecipando da circa un’ora alla riunone dell’Ufficio politico del partito, nella sede nazionale di largo Arenula. Secondo fonti dell’Udeur non è previsto al momento alcun incontro a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio per le dimissioni di Mastella dall’incarico di Guardasigilli. Tra l’altro Prodi è attualmente impegnato in un incontro a un seminario economico internazionale.

Chiarimento in cdm Chiarimento politico "definitivo" in Consiglio dei ministri. "Purtroppo in queste settimane si è consolidata una preoccupante anomalia democratica per cui chi non condivide la politica del governo in un settore delicato come la giustizia, come da ripetute dichiarazioni anche televisive, resta nel governo e nella maggioranza. Il Guardasigilli, che a nome di tutto il governo è il responsabile politico del settore, ha il dovere di determinare nell’odierno consiglio dei ministri un chiarimento politico definitivo sulla linea che il governo, nella sua collegialità, ha sin qui seguito nella politica giudiziaria, chiedendo a ciascuno di ripristinare quella coerenza tra giudizi e comportamenti senza la quale non sarà più possibile mantenere in vita l’attuale coalizione. Qualora fosse disattesa questa richiesta di chiarimento, che per altro andrebbe doverosamente allargata ad altri aspetti dell’attività di governo, l’ufficio politico invita il Guardasigilli e la delegazione governativa ad assumere le conseguenti determinazioni e decisioni".

Lo sfogo Clima teso nell’ufficio politico dell’Udeur, convocato da Clemente Mastella per fare il punto sulla difficile situazione politica. Secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti, il ministro della Giustizia avrebbe spiegato ai dirigenti del partito la sua intenzione di dimettersi dal governo. "Voglio vedere se Prodi accetterà le mie dimissioni" avrebbe argomentato il Guardasigilli, amareggiato per non aver ricevuto la solidarietà del presidente del Consiglio. "Se Prodi dovesse accettare le mie dimissioni - avrebbe osservato Mastella, sempre secondo quanto riferito da alcuni partecipanti - allora un minuto dopo dovrebbe dimettersi anche lui, visto che è indagato come me dalla procura di Catanzaro".

"Anch'io sono tranquillissimo" Dopo Prodi Mastella, tutti e due sono "tranquillissimi", perché anche il Guardasigilli arrivando a palazzo Chigi per il Cdm, ai giornalisti che gli dicevano come Romano Prodi si fosse appena detto tranquillissimo per la tenuta del governo. I cronisti insistono nel chiedere se metterà le dimissioni sul tavolo del Cdm, o se chiederà un pronunciamento del Consiglio a suo sostegno, ma il Guardasigilli - attorniato da decine di telecamere - si limita a dire: "Non esagerate, non sono un eroe. Io sono un poveretto di Ceppaloni, che non ha sostegno di categorie o di altro... Un pò di modesto consenso e basta".