Giustizia, centrodestra con Pera: «Il Csm sconfina dai suoi poteri»

Fini: le critiche di Palazzo Marescialli non rispettano il Parlamento. Fassino: no, i giudici hanno ragione

Anna Astrella

da Roma

La querelle tra Pera e il Csm continua a infiammare i toni del dibattito politico. Dopo che la seconda carica dello Stato ha accusato l’organo di autogoverno della magistratura di interferire con il Parlamento riguardo alla riforma della giustizia, comportandosi da terza Camera della Repubblica, la polemica non accenna a placarsi.
Condivide in toto le critiche del presidente del Senato Gianfranco Fini secondo il quale il Csm «nel momento in cui fa le valutazioni critiche circa la costituzionalità della legge va oltre il suo ruolo». Il leader di An ha poi spiegato nei dettagli la sua posizione: «Come parlamentare di lungo corso - ha aggiunto - do pienamente ragione al presidente Pera quando pone in termini costituzionali la questione del rispetto che tutti gli organismi devono avere, a partire dal Csm, nei confronti della sovranità del Parlamento. La polemica - ha proseguito Fini - era nei confronti del Csm che è l’organismo di autogoverno della magistratura. Questa, che è una prerogativa costituzionale, non può significare il diritto di sindacare le decisioni che prende il Parlamento perché questo è depositario della sovranità popolare».
Sulla medesima lunghezza d’onda anche il ministro per le Riforme. «Le parole di Pera sono le stesse che avevo detto io una settimana fa quando il Csm aveva manifestato l’intenzione di riunirsi. Il Csm - conclude aspro Calderoli - può esprimere pareri al ministro solo se è richiesto».
Critiche a Marcello Pera arrivano, invece, nell’aula di Palazzo Madama dal’ex presidente del Senato Nicola Mancino secondo il quale il presidente «ha sollevato il problema della terza Camera senza che ci sia alcun fondamento». Il senatore della Margherita ha ricordato, infatti, che rientra nei poteri del Csm inviare pareri al ministro sui temi attinenti alla giustizia. Mancino ha poi concluso il suo intervento ribadendo la necessità di affrontare in Parlamento la questione dei rapporti tra le Camere legislative e gli altri organi istituzionali. Dello stesso avviso il leader della Quercia, Piero Fassino: «Credo che le parole di Pera siano sbagliate - afferma categorico - perchè il Csm ha soltanto espresso quello che tutti i magistrati italiani dicono da più di 2 anni, e cioè che con l’ordinamento giudiziario che il governo vuole imporre al Parlamento, al Paese e alla magistratura è in atto lo stravolgimento delle regole fondamentali del diritto e dell’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge». Anche secondo il presidente dei Ds, Massimo D’Alema, non ci sarebbe ingerenza del Csm sui temi che riguardano la riforma dell’ordinamento giudiziario; tassativo, infine, il verde Pecoraro: «Stop all’ennesima crociata contro i giudici da parte della Casa della libertà».
A difendere le posizioni di Pera scende in campo anche il vice coordinatore azzurro, Fabrizio Cicchitto. «Diversamente da quello che afferma il senatore Mancino - replica - Pera ha fatto benissimo a sollevare il problema del Csm difendendo le prerogative del Parlamento perchè da tempo è in atto la tendenza a ridimensionare il suo potere, specie per quello che riguarda la giustizia, quasi che esso sia a sovranità limitata».