Giustizia, Grillo striglia anche Napolitano

da Roma

La furia di Beppe Grillo si è abbattuta ieri dal suo seguitissimo blog in rete sui «servi», i giornalisti.
La Pravda in confronto «era un modello d’informazione», ha «postato» l’antipolitico con la nota irruenza. Eppure non erano stati solo giornali e televisioni a interpretare come una mano tesa le sue ultime battute sul ministro Clemente Mastella: «è il migliore sulla piazza...», aveva scritto creando lo scompiglio. Il primo a rimanere di sasso era stato proprio il Guardasigilli, colpito da quelle parole al punto da perdonare il passato di insulti, e da rilanciare con un invito nella sua terra: «Lo aspetto a Ceppaloni», aveva risposto, sorpreso. Ma Grillo, senza pietà, ieri gli ha chiuso la porta in faccia: i giornalisti non hanno capito niente, Mastella se ne deve andare.
Non è stata solo una smentita. Per chiarire la sua antipatia per Mastella e l’apparato politico, Grillo ha deciso di puntare in alto: «Napolitano - ha scritto, parlando del trasferimento del pm di Catanzaro Luigi de Magistris - se ci sei batti un colpo». E così, anche ieri, il comico de Vaffa ha catalizzato l’attenzione con l’autosmentita che riporta Mastella nella posizione di ministro più odiato dal blog «beppegrillo.it», mentre in politica iniziano a formarsi inedite alleanze in nome di una nuova via che sfrutti i contenuti antipolitici di Grillo dandogli dignità in parlamento. E’ il caso di Antonio Di Pietro, che ieri, ospite di Gianni Alemanno alla sua convention di Orvieto, è tornato a tessere lodi sul signor «vaffa» annunciando l’interessamento a una partnership con Alleanza Nazionale su alcune battaglie anche per «rompere gli schemi» imposti «da esigenze elettorali e berlusconiane». Un’unione d’intenti su alcune leggi nel nome della pulizia e del «bene comune», come ha detto Alemanno. L’intesa si concretizzerà già questa settimana con un progetto di legge Idv-An sui costi della politica. Alla convention c’era anche il ds Luciano Violante, e si è discusso di «dialogo libero da stereotipi», come ha detto Violante, della buona trasversalità e degli errori della politica («Abbiamo deluso gli italiani», ha provocato Di Pietro), in vista dell’atteso tramonto del governo Prodi.
Ieri Grillo è tornato quindi a bastonare. «Hanno usato due mie battute per parlare di un inciucio con Mastella», ha scritto. E ha ripreso la campagna contro il Guardasigilli, pubblicando per la seconda volta un messaggio «con un appello di Sonia Alfano e Salvatore Borsellino al Capo dello Stato per fermare Mastella e mandarlo a casa al più presto e mantenere il Pm De Magistris a Catanzaro. Cari poteri forti - ha scritto ancora Grillo - mi riferisco ai partiti e ai gruppi economici che controllano l'informazione, dite ai vostri servi di essere più accorti quando mentono. Altrimenti se ne accorgono tutti».
La retromarcia del comico sembra aver fatto molto piacere a Di Pietro, che con Mastella non ha rapporti di simpatia e non lo nasconde. Quella di Grillo è «politica allo stato puro - lo ha incoronato l’ex Pm - non antipolitica». Poi ha lanciato il messaggio grillista trasferito in parlamento: «Diamoci una bella regolata etica tutti quanti, facciamo un ricambio della classe politica».
Alemanno non ha voluto parlare di Grillo, non ne subisce il carisma populista come Di Pietro («Non sono disposto a farmi prendere in giro da un comico»). Non ha accostato la rottura degli schemi al «berlusconismo». Ma ha tracciato una strada simile a quella del suo ospite sul terreno dell’etica «alta»: si può e si deve essere «legati a un’identità politica», ha chiarito, ma si deve «fare in modo che questa contribuisca al bene comune».