Giustizia, i magistrati non devono boicottare la riforma

I giudici nella loro stragrande maggioranza hanno scioperato contro la riforma della giustizia. Persone che godono di autonomia assoluta, a volte di impunità, comunque veramente una Corporazione nel senso più lato della parola,contestano la promulgazione di leggi e di una riforma della giustizia.
Il loro compito non è esclusivamente quello di amministrare la giustizia secondo le leggi promulgate in nome del popolo italiano tramite i suoi eletti? Se è così, non vedo le ragioni di questa contestazione, non solo, ma se prima di questa riforma la Giustizia nel suo insieme non godeva, e non gode, di grande simpatia e stima tra noi cittadini, che avverrà una volta entrata in vigore la riforma?
Pensate che verrà applicata con spirito costruttivo oppure, e tutto lo lascia pensare, verrà boicottata con interpretazioni pretestuose ? I cavilli sono il pane (e companatico) di parecchi giudici.
Milano, tralasciando i grandi processi mediatici, insegna: i terroristi per un giudice diventano guerriglieri, non solo, ma lo stesso giudice, invece di complimentarsi con chi svolge il proprio dovere arrestando gli illegali, li persegue verbalmente di persona emettendo praticamente una condanna sull’operato di poliziotti che intervengono contro un clandestino prepotente. Un noto senatore passerà alla storia con la famosa frase «a pensar male...». Io indebitamente me ne approprio e ritengo che, visto l’atteggiamento assunto dalla stragrande maggioranza dei giudici, aspettarsi un boicottaggio della riforma, non sia eccessivo.