Giustizia, l'alt di Bossi: "Prima il federalismo" Ma il Pdl rilancia: "La proposta in settimana"

Il Senatur fissa il <em>timing</em> per i prossimi
provvedimenti e frena. Dura la replica di La Russa: &quot;Il federalismo non può essereun freno&quot;. Poi la decisione del Pdl: &quot;In settimana presentiamo una proposta&quot;. Il leader Idv: &quot;Resa dei conti con la magistratura&quot;

Roma - Il Pdl preme per attuare, quanto prima, la riforma della giustizia. Se da una parte Ghedini accusa la magistratura di essere "fuori controllo", dall'altra il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, apre al dialogo con l'opposizione. Ma il ministro delle Riforme, Umberto Bossi, fissa il timing per i prossimi provvedimenti della maggioranza: "E' Berlusconi il presidente del Consiglio. Se vuole riformare la giustizia, si farà. Ma prima si devevotare il federalismo". Il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, si scaglia contro la maggioranza: "E' una resa dei conti con la magistratura"

La frenata di Bossi Va bene riformare la giustizia, ma prima bisogna fare la riforma del federalismo. In un’intervista al Tg1, il ministro delle Riforme, Umberto Bossi, fissa il timing per i prossimi provvedimenti della maggioranza. "E' Berlusconi il presidente del Consiglio. Se vuole fare la riforma della giustizia si farà. Ma prima - spiega il leader del Carroccio - si deve fare il federalismo". "Per quanto riguarda le riforme, il federalismo fiscale è una priorità assoluta, infatti è l’unica riforma strutturale per uscire dalla crisi economica", fa subito eco il capogruppo della Lega alla Camera Roberto Cota. "Sulla giustizia - rileva l'esponente del Carroccio - il ministro Alfano riferisca in Parlamento e ci faccia sapere la sua posizione. I paletti devono essere la separazione delle carriere, il ritorno alla polizia giudiziaria di competenza per quanto riguarda le indagini preliminari e la riforma del Csm".

La replica di La Russa "Le due cose non sono inconciliabili. I tempi del federalismo li abbiamo già fissati e non subiranno rallentamenti, ma le Camere sono due e a gennaio si può iniziare l’uno e l’altro, se fosse necessario. Quindi Bossi non tema". Il ministro della Difesa e reggente di Alleanza Nazionale, Ignazio La Russa, commenta duramente le parole di Bossi: "L’importante è non usare la Giustizia come modo per rinviare il federalismo, altrettanto importante però è non usare il federalismo come argomento per non fare la riforma della Giustizia. Il sistema bicamerale consente di avviare la Giustizia anche prima che il federalismo fiscale sia esaurito, senza far ritardare il federalismo stesso". 

La proposta del Pdl "In settimana presentiamo una proposta". Giuseppe Gargani, a lungo responsabile Giustizia di Forza Italia e presidente della commissione Affari giuridici a Strasburgo, non sa ancora "se il piano del Pdl sarà presentato alla Camera o al Senato. Ma - aggiunge - sicuramente vedrà la luce questa settimana". Questi i punti: "Distinzione tra polizia giurdiziaria e pubblico ministero. Fissazione delle competenze dei pm" perché, spiega Gargani, «bisogna evitare che indaghino chiunque". E obbligatorietà dell’azione penale: "Non è che i pm possono fare ciò che vogliono. Bisogna stabilire criteri sui quali il Parlamento dovrà decidere", spiega l’esponente azzurro. Il partito di maggioranza, quindi, accelera sulla riforma della giustizia. "C’è il provvedimento sulla riforma della giustizia civile in commissione al Senato - spiega il presidente della commissione Giustizia di palazzo Madama, Edmondo Berselli - e anche sulla giustizia penale c’è un’intesa di massima con l’opposizione". "Ma è sulle riforme di sistema - osserva l’esponente di Alleanza nazionale - che bisogna agire. Mi riferisco soprattutto alla separazione delle carriere". 

Cicchitto apre al Pd "Se si vuole fare un discorso sereno in materia di giustizia allora non è accettabile che si sviluppino attacchi ed aggressioni a Berlusconi sulla questione morale, come hanno pensato bene di fare Franceschini e tale Orlando, lancia spezzata di Veltroni", afferma il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, auspicando "un confronto nel merito, ma senza che il Pd si presenti all’appuntamento come chi è portatore di chissà quale diversità o superiorità sul piano morale". "Detto questo si può discutere sul terreno proposto recentemente da Violante, ma purtroppo già vediamo che il Pd sta facendo retromarcia, probabilmente condizionato dal suo prepotente alleato. In ogni caso il governo ha il diritto-dovere di fare una riforma seria ed organica della giustizia anche perchè ormai - conclude il capogruppo Pdl - la situazione in quel settore è del tutto insostenibile da moltissimi punti di vista".

L'attacco di Di Pietro "Giù le mani dalla giustizia", ha affermato Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, spiegando che, "ancora una volta, si intravede all’orizzonte il tentativo di inciucio sui temi della giustizia". E incalza: "Ancora una volta il diavolo tentatore Silvio Berlusconi cerca di coinvolgere i partiti dell’opposizione nella proposta di una pseudo-riforma che ha soltanto l’amaro sapore di una resa dei conti con la magistratura". "L’obiettivo è sempre lo stesso: togliere l’indipendenza ai giudici e sottoporli al potere politico. Un disegno che viene da lontano e che affonda le sue radici nel progetto della P2. La macchina della giustizia ha bisogno di altro: maggiori risorse economiche, più personale, e non certo dei tagli fino adesso stabiliti - osserva l'ex pm - prendiamo atto che alcuni partiti dell’opposizione si lasciano circuire, ma noi no. L’Idv è in campo per difendere la separazione dei tre poteri, principio fondante della democrazia". E conclude: "Di fronte a quest’ennesimo allarme democratico, l’Italia dei Valori è pronta a chiamare a raccolta i cittadini per altre cento e mille piazza Navona".

Ghedini: "Magistratura fuori controllo" "La magistratura indipendente è una garanzia per tutti. Ma una magistratura fuori controllo è un problema per la democrazia", afferma Niccolò Ghedini che, in un’intervista a La Repubblica sottolinea che, in relazione a un dialogo tra maggioranza ed opposizione su una prospettiva di riforma della Giustizia "nel Pd non c’è nessun interlocutore accreditato. Lanfranco Tenaglia è una persona di pregio ma non ha la forza di rappresentare tutto il centrosinistra". Ghedini parla, poi, della questione morale. "Berlusconi - ribadisce - non si può dire che abbia preso una lira per favori a qualcuno, non è corruttibile. La forma di primato morale che la sinistra invoca si è dimostrata inesistente, ora anche di più. Cerchino di fare pulizia al loro interno".