Giustizia, Mancino e Schifani: abbassare i toni Alfano replica all'Anm: "Dà numeri infondati"

Il vicepresidente del Csm, Mancino: "Perché si abbia dialogo c’è bisogno
che qualcuno possa parlare e qualcuno ascolti". Appello del presidente del Senato: "Atteggiamenti responsabili con proposte
costruttive". Alfano: "Sulla prescrizione dei processi l'Anm ha dato numeri iperbolici e infondati"

Roma - L'ipotesi di riforma del processo penale continua a far discutere. Ieri si è consumato l'ennesimo braccio di ferro tra l'Anm e il Guardasigilli Alfano. L'associazione dei magistrati ha ricordato che con la prescirizone breve "metà dei procedimenti è a rischio". Alfano ha replicato che non si deve giocare con le parole e che è doveroso "dare cifre certe". Sulla giustizia è guerra di numeri. Ma anche di parole. Oggi il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, invita tutti alla calma: "Abbassare il livello dello scontro, serve il dialogo". E lo stesso invito arriva dal presidente del Senato, Renato Schifani: "Abbassare i toni".

Mancino: "Abbassare il dialogo" "Al ministro - dice Mancino - diciamo che apprezzeremo le proposte del governo in tema di giustizia e le valuteremo con animo sereno, sgomberi da tentativi di strumentalizzazione, perchè il Paese ha bisogno di percepire che coloro che hanno il dovere di presentarsi davanti al corpo elettorale hanno il diritto di proporre riforme e anche di decidere senza minacciare o intimidire". Il vice presidente del Csm è intervenuto a un seminario - alla presenza del ministro della Giustizia - al quale partecipano i procuratori capo degli uffici giudiziari. Mancino ha fatto riferimento all’iter del ddl sul processo breve che si incardina, questo pomeriggio, nella commissione giustizia del Senato. "Confermo che da parte nostra, che siamo un organismo di rango costituzionale, non c’è alcuno spirito di rivendicazione: al centro della riflessione c’è il parlamento organo sovrano rispetto al popolo e al governo".

"Valuteremo le riforme con serenità" "Ampia assicurazione al ministro sul fatto che "valuteremo le proposte di riforma con animo sereno, sgombri da qualsiasi tentativo di strumentalizzazione in negativo". Il numero due di Palazzo dei Marescialli ricorda che "siamo alla vigilia di decisioni preannunciate da parte del governo, in attesa di conoscere le riforme, il loro impatto sulla Costituzione e l’ordinamento". Il paese, aggiunge Mancino "ha bisogno di percepire che chi ha il dovere di presentarsi davanti al corpo elettorale ha il diritto di proporre e di decidere senza minacciare o intimidire". Da parte del Csm, rileva Mancino "non c’è nessuno spirito di rivendicazione, siamo un organo di rango costituzionale che non dipende da nessuno, in un impianto costituzionale che vede al centro parlamento e governo".

Schifani: clima troppo teso Sulla giustizia "il clima è troppo teso, è troppo accentuato lo scontro". Lo ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani, a margine del primo seminario sulla Rai e il servizio pubblico organizzato dalla commissione di Vigilanza cui ha portato il proprio indirizzo di saluto in apertura dei lavori. Schifani ha premesso che non intendeva entrare nel merito di un provvedimento all’esame del Senato. "Vorrei fare un appello a tutte le parti in causa per abbassare i toni, abbassare la conflittualità, assumere atteggiamenti responsabili di proposte costruttive". Il presidente del Senato ha aggiunto: "Toccare la giustizia significa toccare gli interessi dei cittadini, la loro sensibilità, il loro diritto ad aspirare a una giustizia serena, pacata e che non litiga al proprio interno e che esamini elementi di colpevolezza dei cittadini in un clima in un’aula tranquilla, dove ci sia una effettiva parità tra accusa e difesa. 

Alfano: iperbolici i dati dell'Anm "Sulla prescrizione dei processi per effetto del cosiddetto ddl processo breve - ha detto il ministro Alfano - l’Anm ha dato numeri, talmente iperbolici e infondati che ritengo ci sia stato un corto circuito nella comunicazione per spiegare questa percentuale così elevata in base alla quale si prescriverebbero circa 1 milione e 700 mila processi, ossia circa la metà dei 3 milioni e mezzo dei procedimenti pendenti".

Casson: chiederemo audizione al ministro "Come primo atto chiederemo l’audizione del ministro della Giustizia e l’acquisizione degli atti del Csm relativi alla quantità di processi che verrebbero ’ammazzatì dal provvedimento". Lo dice il capogruppo del Pd in commissione Giustizia, Felice Casson. Quanto all’invito del presidente del Senato ad abbassare i toni, rivolto a tutti gli schieramenti, l’ex pm veneziano replica: "E chi li alza, i toni? Noi siamo tranquilli, sereni". Infine, una battuta sull’intenzione del presidente del Consiglio di rivolgersi direttamente all’opinione pubblica in tv per offrire la sua valutazione sui temi e sulla riforma della giustizia: "Non ne ha bisogno. Fa già tanti messaggi, anche indirettamente. Non gli serve andare di persona"