Giustizia, Napolitano: "Basta contrapposizioni" Berlusconi attacca le toghe. La rabbia dell'Anm

Messaggio del presidente della Repubblica al congresso dell'Unione delle camere penali: &quot;Servono interventi non disorganici né settoriali&quot;. Poi chiede di fermare &quot;le contrapposizioni sterili&quot;. E Schifani: &quot;Riforma una priorità del Paese&quot;. Intanto <strong><a href="/interni/premier_pm_vogliono_sovvertire_voto_anm_invettiva_che_alimenta_tensioni/politica-giustizia-berlusconi-commissione_inchiesta-toghe_rosse-sovversione-voto/01-10-2010/articolo-id=477162-page=0-comments=1">il premier denuncia: &quot;I pm di
sinistra vogliono sovvertire il voto&quot;</a></strong>, replica stizzita dell'Anm 

Roma - Una riforma della giustizia che non sia influenzata dalle contingente e dalle contrapposizioni politiche. Giorgio Napolitano ricorda che per affrontare i problemi della giustizia italiana occorrono "interventi non disorganici né settoriali, ma di ampio respiro" e sottolinea fra i punti principali da affrontare il rafforzamento del ruolo di garante del giudice e la rigorosa riqualificazione di quello del difensore. Il presidente della Repubblica lo afferma in un messaggiio inviato in occasione del 13esimo congresso ordinario dell’unione delle camere penali italiane, ha inviato al presidente, Oreste Dominioni e a tutti i partecipanti.

La riforma "Ho più volte ricordato che il tema del rinnovamento della giustizia va affrontato - in ogni settore e specialmente in quello penale - con interventi non disorganici né settoriali, ma di ampio respiro. Do volentieri atto all’Unione di aver sempre energicamente sottolineato tale necessità, invitando tutte le istituzioni a impegnarsi concretamente a tal fine. Solo un confronto anche serrato, ma scevro da sterili contrapposizioni e non influenzato dalle contingenze, può condurre a scelte capaci di restituire qualità ed efficienza al processo penale, dando piena attuazione ai principi del giusto processo sanciti dall’articolo 111 della Costituzione. A tal fine assumono rilievo centrale il rafforzamento del ruolo di garante del giudice e la rigorosa riqualificazione di quello del difensore. Sono certo che dal congresso emergeranno in proposito utili sollecitazioni attaverso la formulazione di proposte di modifica degli assetti vigenti coerenti e sistematiche".

Schifani: "Riforma, una prioeità" "Il Paese ha bisogno di una giustizia che risolva i problemi nel più breve tempo possibile, e che dia la certezza di una decisione rapida". Così il presidente del Senato, Renato Schifani, intervenendo a Palermo nel corso del congresso ordinario dell’Unione camere penali. "Occorre andare avanti - ha proseguito il presidente del Senato - e non disperdere i risultati finora ottenuti, lavorando tutti assieme per ottenere questo obiettivo. Il principio della certezza della pena deve costituire la stella polare della nostra giustizia; troppi reati e troppi fascicoli continuano a essere pendenti e la direzione verso la quale bisogna lavorare tutti insieme è quella di velocizzare e snellire le procedure. Per questo faccio appello - ha continuato Schifani - al senso di responsabilità di quanti hanno a cuore il vero interesse dell’Italia: dobbiamo sapere ritrovare unità di intenti per raggiungere insieme questo difficile traguardo".