Giustizia, per ora il governo non mette la fiducia sul ddl

La conferenza dei capigruppo prevede il voto per venerdì sera o al massimo
entro la mattinata di sabato, così che il provvedimento avrà due settimane per essere
licenziato definitivamente dalla Camera e mandando così in pensione la riforma Castelli

Roma - Il governo per ora non mette la fiducia al Senato sul ddl che riforma l’ordinamento giudiziario. La conferenza dei capigruppo prevede il voto per venerdì sera o al massimo entro la mattinata di sabato, così che il provvedimento avrà due settimane per essere licenziato definitivamente dalla Camera e mandando così in pensione la riforma Castelli. Dopo il vertice di maggioranza di questa mattina con la presenza del ministro Vannino Chiti in cui era stata ipotizzata la fiducia, nella conferenza dei capigruppo la CdL ha assicurato che non farà nessun ostruzionismo e quindi il provvedimento potrà rispettare i tempi fisiologici dell’esame in aula. La maggioranza si mette alla finestra e guarderà l’atteggiamento dell’opposizione che nel caso in cui dovesse porre in essere comportamenti ostruzionistici ci sarà domani una nuova conferenza dei capigruppo che potrà decidere il contingentamento dei tempi, decisione che porterà al voto nei tempi che verranno stabiliti e cioè sempre entro questa settimana. Questa chance viene dal presidente del Senato Franco Marini che ha voluto così evitare il ricorso al voto di fiducia che la maggioranza fortemente voleva. Il provvedimento in Commissione giustizia ha vissuto momenti di scontro, momenti di strane alleanze tra maggioranza e opposizione, in ogni caso interessi comuni si sono registrati su singoli punti della riforma.