Giustizia, il Pdl: "La linea del Pd è inquietante" Bersani attacca: "Il ddl non è aggiustabile"

Il gruppo del Pdl al Senato: "E' inquietante che il Pd nel luglio del 2006 abbia presentato, anche
con le firme di Finocchiaro e Casson, una norma per processi brevi in 6 anni per tutti i reati, compresa mafia, droga, stupri. Non vogliamo fare dietrologia. Ma i fatti sono
chiari&quot;. <a href="/interni/processo_sei_anni_firmato_finocchiaro/processo_breve-finocchiaro-pd-pdl-giustizia-berlusconi/15-11-2009/articolo-id=399344-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>Processo in sei anni. Firmato Finocchiaro</strong></a>

Roma - "E' inquietante che il Pd nel luglio del 2006 abbia presentato, anche con le firme di Finocchiaro e Casson, una norma per processi brevi in sei anni per tutti i reati, compresa mafia, droga, stupri. Una norma pericolosa, sulla quale non vogliamo fare dietrologia. Ma i fatti sono chiari": lo afferma, in una nota, il gruppo Pdl del Senato. "Il Pd ha tentato una manovra a favore degli emuli di Totò Riina e per i responsabili di morti sul lavoro, narcotraffici, assassini e violentatori. Noi escludiamo tempi brevi per questi e molti altri reati, per i quali i processi non devono avere limiti di tempo. Noi vogliamo durata ragionevole per la giustizia ma, a differenza del ddl Finocchiaro non vogliamo limiti per i crimini più efferati. L'imbarazzo del Pd è palese e crescerà - concludono i senatori - con la nostra campagna di precise verità sulla loro legge a sostegno del crimine e sulle omissioni sul carcere duro, art. 41 bis".

Bersani: "Il ddl non è aggiustabile" "Non credo che il ddl sul processo breve sia molto aggiustabile, un testo che non riconosce l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, questo è un tema insuperabile". Così Pierluigi Bersani, segretario del Pd, a Saint Vincent per il congresso annuale della Fondazione 'Carlo Donat-Cattin', risponde ai giornalisti che gli hanno chiesto di commentare la disponibilità della maggioranza a rivedere il testo del disegno di legge. "E' già un passo avanti - ha proseguito Bersani - che venga fuori dalla maggioranza che bello non è". Sul tema della giustizia è necessario che la maggioranza al governo "abbia un soprassalto di responsabilità, perché il paese ha degli altri problemi". "Si rendono conto - si è chiesto Bersani, riferendosi agli esponenti della maggioranza - che gli italiani cominciano a pensare che noi siamo sempre sui problemi della maggioranza e mai sui problemi loro, degli italiani". Il rischio indicato da Bersani è che "si crei un muro di gomma tra il paese e la politica, bisogna che su questo la maggioranza rifletta".

Cicchitto: "Il testo non è uno scandalo" Sul disegno di legge del processo breve "la maggioranza tiene anche perché il testo proposto non è uno scandalo", replica Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl. Sul tema della giustizia "non c'é gelo tra Berlusconi e Fini, il ddl sulla giustizia è stato concordato", ha aggiunto Cicchitto. L'esponente del Pdl ha poi ricordato che "analoghi ddl furono presentati anche dalla sinistra, solo che quando li presenta lei sono la quintessenza del diritto, quando li presentiamo noi vengono demonizzati". C'é una "discussione aperta" nella maggioranza sul ddl del processo breve che riguarda il tema dell'immigrazione, "si può ripristinare - ha detto Cicchitto, riferendosi alle tipologie di reati esclusi dal processo breve - quello che era stato scritto originariamente, rispetto all'immigrazione, che riguardava i delitti e non i reati".

Capezzone: "Gli italiani difendano il loro voto" Gli italiani "si preparino a difendere il loro voto" dalle "manovre di palazzo". E' quanto sostiene Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, sottolineando che "é ormai chiaro che la campagna in corso da lungo tempo contro il Premier legittimamente scelto dagli italiani si sta trasformando in un'autentica caccia all'uomo mediatica, politica e giudiziaria". "Pezzi di ceto politico, settori ideologizzati della magistratura, gruppi editoriali italiani e stranieri, tentano un'operazione tecnicamente antidemocratica: quella di sovvertire gli esiti elettorali del 2008 (confermati in tutto il 2009) e di usare i processi come tempi supplementari delle elezioni. Costoro, però, non hanno calcolato un aspetto, il più importante: Silvio Berlusconi non è solo, ma ha con sé il consenso di una larga maggioranza degli italiani. Ed è bene - conclude - che i cittadini si preparino a difendere il loro voto e la volontà che hanno democraticamente espresso contro ogni manovra di palazzo".

Bondi: facce di bronzo... "A Bersani, alla Finocchiaro e a Veltroni non rimane che prendere la doppia tessera: oltre a quella del Pd anche quella di Di Pietro". Lo afferma il ministro della Cultura Sandro Bondi riferendosi alle posizioni assunte dai Democratici sulle ipotesi di riforma del processo. "E' proprio vero: gli esponenti della sinistra non cambiano mai. Anche oggi - rileva Bondi - è un coro: da Bersani alla Finocchiaro fino al ritorno di Veltroni. Non offriremo, dicono per bocca dell'ex pubblico ministero Finocchiaro, nessuna scialuppa di salvataggio a Berlusconi. Ma state scherzando?". "Proprio voi - chiede il ministro ai vertici del Pd - che avete goduto per decenni dei contributi dell'ex Unione Sovietica e del sistema di finanziamento illecito al pari di tutti gli altri partiti della prima Repubblica, che almeno avevano l'attenuante storica e morale di dover combattere il più forte partito comunista dell'Occidente, proprio voi, avete la faccia di bronzo di parlare di scialuppa di salvataggio?".