Giustizia, Di Pietro attacca Napolitano Il Colle: "Offensivo"

Il leader dell'Idv inveisce contro il presidente (<strong><a href="/video.pic1?ID=Di%20_pietro_contesta_napolitano" target="_blank">guarda</a></strong>): &quot;Il silenzio è mafioso. Non è arbitro&quot;. Il Quirinale: &quot;Pretestuose e offensive&quot;. Di Pietro: &quot;Mai inteso offendere&quot;. Il Pd borbotta ma <strong><a href="/a.pic1?ID=324479">in aula s'inchina all'Idv</a></strong>. <strong><a href="/a.pic1?ID=324693">Il gioco di Grillo è durato poco:</a> </strong>l'antipolitica l'ha scaricato. <a href="http://blog.ilgiornale.it/taliani/" target="_blank"><strong>Dì la tua sul blog</strong></a>

Roma - È il sequestro in piazza di un manifesto che riportava una scritta critica nei confronti del presidente della Repubblica ("Napolitano dorme, l’Italia insorge") a scatenare Antonio Di Pietro a piazza Farnese sul palco di una manifestazione organizzata per ricordare le vittime della mafia e per protestare contro l'allontanamento del pg di Salerno Apicella. "Vogliono farci lo scherzetto di piazza Navona ma in una piazza civile c’è tutto il diritto a manifestare?" si chiede protestando per il sequestro del manifesto. In una piazza "può essere accolto chi non è d’accordo con alcuni silenzi" del Capo dello Stato" prosegue. Poi aggiunge: "A lei che dovrebbe essere arbitro possiamo dire che a volte il suo giudizio è poco da arbitro e da terzo". Di Pietro afferma poi che questa critica è "fatta del tutto rispettosamente". Quindi conclude: "Il silenzio uccide, il silenzio è un comportamento mafioso per questo io voglio dire quello che penso".

Urla e fischi Fischi sono partiti da piazza Farnese, durante la manifestazione dell’Italia dei Valori, contro il presidente della Repubblica. "Noi la rispettiamo - ha assicurato il leader Idv - ma lo possiamo dire o no, rispettosamente, che non siamo d’accordo che si lasci passare il lodo Alfano, che non siamo d’accordo nel vedere i terroristi che fanno i sapientoni mentre le vittime vengono dimenticate?". Poi rivolto a Napolitano ha aggiunto: "Dica che i mercanti devono andare fuori dal tempio, dal parlamento e noi lo approveremo. È nostro diritto manifestare, è un nostro diritto garantito dalla Costituzione dire che ciò che fanno certe persone non ci piace" ha insistito Di Pietro. L’ex pm ha dunque sottolineato che "abbiamo il diritto di accogliere qualcuno che non è d’accordo con alcuni suoi silenzi".

La repimenda di Fini "È lecito e naturale il diritto di critica politica, ma questa non può mai travalicare il rispetto che si deve al presidente della Repubblica, che rappresenta tutta la Nazione al di là del fatto che sia stato eletto o meno all’unanimità". Lo ha detto nell’aula della Camera il presidente Gianfranco Fini al termine del dibattito suscitato dalla manifestazione di solidarietà manifestata a Giorgio Napolitano dal capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto per le affermazioni nei suoi confronti pronunciate stamani a piazza Navona da Antonio Di Pietro. Applausi convinti dell'assemblea alle parole di Fini. "L’applauso corale - ha spiegato il presidente - con cui l’aula ha salutato gli interventi a solidarietà per il presidente Napolitano è la più evidente dimostrazione di come il presidente della Repubblica rappresenti non solo per la Costituzione l’intera Nazione, ma anche che la Camera ritenga che l’attuale presidente sia garante solerte dei diritti e dei doveri dei cittadini e rispetti e difenda le prerogative del parlamento".

Il Colle non ci sta Napolitano affida la risposta a un comunicato: "La presidenza della Repubblica è totalmente estranea alla vicenda dello striscione nella manifestazione svoltasi oggi in Piazza Farnese a Roma a cui fa riferimento l’onorevole Di Pietro. Del tutto pretestuose sono comunque da considerare le offensive espressioni usate dallo stesso Di Pietro per contestare presunti silenzi del Capo dello Stato, le cui prese di posizione avvengono nella scrupolosa osservanza delle prerogative che la Costituzione gli attribuisce".

Di Pietro amareggiato "Mai inteso offendere Napolitano" afferma Antonio Di Pietro in una nota. "Mi amareggia molto, per l’oggettiva disinformazione che contiene e perché mi mette in bocca ciò che non ho detto, il comunicato del presidente della Repubblica in merito al mio intervento di questa mattina. Ho detto e ribadisco - prosegue Di Pietro - che, a mio avviso, è stato ingiusto e ingiustificato non avere permesso ad alcuni manifestanti di tenere esposto uno striscione non offensivo, ma di critica politica. In democrazia deve essere permesso a tutti di avanzare critiche e dissensi. Non ho mai detto che a far togliere lo striscione fosse stata la presidenza della Repubblica, e non ho mai offeso, né inteso offendere, il Capo dello Stato quando ho ricordato pubblicamente che il silenzio uccide come la mafia, giacché non è a lui che mi riferivo, ma a chi vuole mettere la museruola ai magistrati che indagano sui potenti di Stato. I cittadini chiedono che si smetta di proporre leggi che violino la Costituzione, come il lodo Alfano, contro il quale abbiamo promosso un referendum abrogativo che ha raccolto un milione di firme, e - conclude il leader di Idv - soprattutto che i magistrati, che svolgono le indagini, non vengano fermati anzitempo".

Anche Giulietti si dissocia "Penso che il Presidente della Repubblica sia una garanzia, spero non sia vero che si sia parlato di un suo atteggiamento mafioso, questo era il linguaggio usati dai Bossi e dai Berlusconi in altri tempi contro Scalfaro. Ritengo che la presidenza della Repubblica sia una garanzia, non condivido questo tipo di linguaggio e rinnovo la mia solidarietà al presidente Napolitano". Lo ha detto a Radio Radicale il deputato dell’Italia dei Valori Giuseppe Giulietti interpellato sulle cose dette questa mattina a piazza Farnese da Di Pietro.

E Veltroni riprende Tonino "Quanto accaduto a piazza Farnese, le frasi pronunciate dall'onorevole Di Pietro, gli striscioni esibiti sono inaccettabili e inqualificabili". Il segretario del Pd, Walter Veltroni, prende con decisione le distanze dall’attacco al capo dello Stato durante la manifestazione di IdV a Roma. "Torniamo a esprimere al capo dello Stato la nostra piena solidarietà e fiducia. Il ruolo e le parole del presidente della Repubblica - ammonisce Veltroni - non possono essere messe in discussione né essere oggetto di polemiche politiche strumentali. In un momento difficile per il paese il presidente Napolitano rappresenta un punto di riferimento per l'intero Paese, per il suo ruolo di garanzia, per la saggezza e l'equilibrio dei suoi interventi".

Show di Grillo contro tutti "L’Italia è un Paese da rifare, alla rovescia e il parlamento è chiuso. I partiti sono morti, abbiamo solo due comitati d’affari, il Pdl e il Pd-meno-elle. Il Pd non è mai nato. All’opposizione c’è Topo Gigio-Veltroni, che non è nemmeno un politico, un parlamentare: è scemo". Comizio-show di Beppe Grillo a piazza Farnese durante la manifestazione che ha visto le dichiarazioni di Di Pietro sul presidente della Repubblica. Grillo ha arringato la folla con il suo repertorio colorito senza risparmiare nessuno. Un intervento più comico che politico, come fu invece a Piazza Navona. Salendo sul palco ha salutato il migliaio di manifestanti presenti dicendo: "Siamo i grandi perdenti: dalla sua finestra Cesare Previti agli arresti domiciliari ci guarda e ridacchia". Prende di mira subito il ministro dell’Interno Roberto Maroni, "che ha disposto che non si possa manifestare nelle piazze italiane dove c’è una chiesa, cioè tutte le piazze... Sembra un rappresentante de L’Oreal, è condannato per oltraggio a pubblico ufficiale e comanda la polizia". Grillo si rivolge anche alle forze dell’ordine presenti: "Lo so che non ce la fate più, siete costretti a difendere i delinquenti". In Italia, dice, "Provenzano e Riina sono in galera, i mandanti in parlamento". "L’unico che fa opposizione mentre il parlamento è chiuso" ha detto il comico, è Di Pietro. Il primo obiettivo dello show è stato il governo e il presidente del Consiglio: "Questo governo è abusivo, anticostituzionale, illegale. Con Obama siamo invecchiati di cento anni, lui sta cambiando il mondo, mette le leggi in rete e parla di energie rinnovabili, qui invece abbiamo i settantenni con una prostata grande così. Noi abbiamo ancora lo psico-nano che va a fare campagna elettorale in Sardegna con i soldi dello Stato". Grillo ha criticato ferocemente il ministro Brunetta. "Non ci bastava lo psico-nano adesso c’è anche l’altro nano, Brunetta, il ministro che, per mettersi le mani in tasca, deve sedersi".