Giustizia, Di Pietro al Pd: "L'alleanza è a rischio"

Dopo le ultime prese di posizione dei Democratici sui processi a Berlusconi, Di Pietro va all'attacco: "Sono affermazioni
gravi che mettono a rischio la possibilità di alleanze&quot;. Letta: &quot;Polemica montata sul nulla&quot;. <strong><a href="/interni/processo_breve_alfano_1_prescrizioni/politica-giustizia-processo_breve-alfano-ddl-guardasigilli-anm/30-11-2009/articolo-id=403137-page=0-comments=1">Alfano conferma: 1% di prescrizioni col processo breve</a></strong>. Ma Mancino: &quot;Impossibile dare cifre&quot;

Roma - Al presidente dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, non sono piaciute le affermazioni di Enrico Letta sui processi a Berlusconi. E sui vertici del Pd piovono nuove accuse dall'ex pm: "Ci si difende nei processi, non dai processi". Quindi, l'avvertimento: "Quelle di Letta sono affermazioni gravi che mettono a rischio la possibilità di alleanze"

Le "bastonate" di Di Pietro Conversando con i giornalisti prima di incontrare i lavoratori di Phonemedia, da settimane in agitazione, Di Pietro ha sottolineato: "Non so se è solo un’ingenuità o qualcosa di più pericoloso, ma sentire dire al numero due del Pd che Berlusconi fa bene a difendersi non solo nei processi, ma addirittura 'dai' processi è un’affermazione grave, che mette a rischio la possibilità di alleanze". L’Idv, infatti, non crede ci si possa alleare "con partiti che pensano ci siano delle persone che, solo perché sono al governo, possono essere messe al riparo dai processi. Ci si difende - ha ribadito Di Pietro - nei processi, non dai processi. Chiaro, signor Letta?".

La replica di Letta "Di Pietro monta una polemica sul nulla. Ribadisco quello che ho detto - ha replicato Letta - penso che sia inopportuno ma legittimo che Berlusconi, come qualunque imputato, usi gli strumenti della legislazione vigente per difendersi nel processo e dal processo". "Ma nessuno - ha, poi, sottolineato l'esponente del Pd - pensa di aiutare la maggioranza a modificare la legislazione vigente in materia. Essere contro queste affermazioni vuol dire smentire i principi cardine dell'ordinamento giudiziario e finisce, indirettamente, per fare il gioco di Berlusconi e dei suoi deliri complottistici".