Giustizia, premier: "Avanti col processo breve" 

Berlusconi rilancia la riforma della giustizia: "Dobbiamo assolutamente intervenire sulla durata dei processi così come dobbiamo
intervenire sulle intercettazioni". Poi dice di no al voto anticipato: "Un danno che non potremmo sopportare"

Varese - "Adesso portiamo avanti l’idea di un processo in tempi certi e l’hano chiamato subito processo breve anche se dura sei anni e mezzo. E anche qui, però, serve una riforma: dobbiamo assolutamente intervenire così come dobbiamo intervenire sulle intercettazioni". Intervenendo telefonicamente alla festa del Pdl di Busto Arsizio, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi torna a lanciare la volata a una riforma - sempre più necessaria - della giustizia.

Regolamentare le intercettazioni "Un Paese in cui non c’è la inviolabilità di ciò che si dice al telefono non è un Paese civile", spiega Berlusconi annunciando che il governo interverrà per riformare la disciplina delle intercettazioni. Il presidente del Consiglio torna, quindi, a ribadire che "l’inviolabilità delle comunicazioni è una cosa fondamentale per la democrazia".

Niente elezioni anticipate "Non andiamo certamente a elezioni, sarebbe un danno che non potremmo sopportare" e poi "non ce lo farebbero fare" perché "troverebbero il modo per fare un governo tecnico per fare la legge elettorale". Berlusconi sottolineato che obiettivo di questa eventuale coalizione che nascerebbe per modificare la legge elettorale punta a "togliere il premio maggioranza" che "consente la governabilità". "Vogliono tornare indietro - aggiunge il premier - a quando i governi duravano 11 mesi e c’era grande frazionamento". Insomma "non ci conviene assolutamente andare a un governo tecnico e quindi andiamo avanti con il lavoro"