Giustizia, sospesa la riforma del Polo Il centrosinistra si consegna ai giudici

Spaccatura sulla separazione delle carriere: il governo prevale per 8 voti

Anna Maria Greco

da Roma

Sospesa dal Senato fino a luglio la separazione delle funzioni tra giudice e pm. Sulla riforma Castelli Unione e Cdl trovano l’accordo per «salvare», modificandola, la norma sugli illeciti disciplinari, ma è spaccatura sul nodo centrale del nuovo ordinamento giudiziario. I sì a palazzo Madama sono 159, i no del centrodestra sono 148. Il provvedimento passa così alla Camera dove potrebbe essere approvato rapidamente. Ma rischia di non intervenire in tempo, avverte l’Anm, perchè il 29 ottobre la scelta dei magistrati dev’essere fatta e martedì palazzo Madama ha bocciato l’articolo che prevedeva l’entrata in vigore del ddl Mastella il giorno dopo la pubblicazione e non 15 giorni dopo.
I tempi sono dunque strettissimi, ma Clemente Mastella festeggia una vittoria «del Parlamento», che «può portare alla fine del conflitto istituzionale» con i magistrati. Quella della Cdl è invece «soddisfazione a metà», osservano Renato Schifani di Fi e Altero Matteoli di An, perchè non si digerisce il congelamento della scelta tra funzioni requirente e giudicante. L’ex-Guardasigilli leghista Roberto Castelli è rammaricato perchè «maggioranza e governo non hanno avuto il coraggio di affrontare l’ultimo tabù».
Nel pomeriggio il risultato del nuovo piccolo passo, compiuto da centrodestra e centrosinistra sulla riforma della giustizia, consente al governo di presentare in aula un unico emendamento sugli illeciti disciplinari, che fa cadere gli altri presentati dalla Cdl. E si incassa il via libera dell’assemblea. I magistrati non potranno iscriversi, né partecipare in modo sistematico e continuativo alla vita di partiti politici, dice il testo, eliminando il più ampio divieto alla partecipazione a movimenti politici.
La norma dell’ordinamento giudiziario, ed è la seconda dopo quella sulla gerarchizzazione delle procure, non viene sospesa ma solo cambiata. Ma non si scioglie il nodo della separazione delle funzioni e il capogruppo azzurro Schifani annuncia che il voto complessivo di Fi sarà negativo perchè maggioranza e governo su questo punto «non hanno voluto aprire nessun tavolo». Anche Lega e An fanno lo stesso.
Ma il centrosinistra è più forte e in serata viene congelata fino al 31 luglio 2007 l’opzione giudice-pm, contro la quale l’Anm minacciava un nuovo sciopero. Entro questa data la norma voluta dal governo Berlusconi dovrà cambiare. Si arriverà ad un compromesso?
La trattativa sugli illeciti disciplinari è lunga e complessa. Provoca anche diverbi nell’Unione, compreso il diverbio fra il responsabile Giustizia dei Ds, Massimo Brutti, e il sottosegretario alla Giustizia, Luigi Scotti. Sullo sfondo, rimane l’antagonismo irrisolto tra il Guardasigilli e il ministro per le Infrastrutture, Antonio Di Pietro. Mastella conferma che la mozione di sfiducia individuale è una «prospettiva tramontata» ma gli attriti restano e il titolare della Giustizia avverte: «Se non ci fosse il voto dell'Italia dei valori al nostro provvedimento, be’ o noi o loro: tertium non datur». Non si arriva a tanto, ma Mastella aggiunge una battuta, per ribadire che se Di Pietro continuerà ad occuparsi di giustizia, lui sconfinerà nel suo campo: «Non li ho ancora sentiti, ma sono convinto che anche i concessionari autostradali siano felici di questo nostro accordo». Insomma, è un’intesa che «ha più padri e più madri», scherza il ministro della Giustizia, ma bisogna essere tutti soddisfatti.
La norma modificata introduce un filtro per gli esposti «manifestamente infondati», cioè un esame preliminare che «non impegni la sezione disciplinare del Csm». Contro questa prima pronuncia si può però presentare ricorso. È stata poi cancellata la presenza del delegato del ministro della Giustizia in tutte le fasi del procedimento disciplinare ed è stato deciso di portare da 1 a 2 anni il termine entro il quale concludere il procedimento, pena la prescrizione.