Giustizia, da Veltroni un sì alla riforma di Fini

Il leader del Pd apre alle proposte del presidente della Camera per la riforma della giustizia: "Sono utile base per una riforma condivisa su cui l'opposizione è pronta a lavorare". Il premier: "Nessuna divergenza, le intercettazioni siano mezzo per verificare reati, anche contro la pubblica amministrazione"

Roma - Fini e Veltroni vanno d'accordo, almeno sulla giustizia. Le proposte del presidente della Camera sulla riforma piacciono al leader dei democratici. Per il Pd sono una "utile base per una riforma condivisa" su cui l'opposizione è pronta a lavorare. Ma poichè "le parole del presidente della Camera sono molto diverse dall'atteggiamento tenuto fin qui dal presidente del Consiglio e dal governo, attendiamo di capire quale sia la reale posizione della destra in materia". Lo ha detto il segretario del Pd Walter Veltroni, apprezzando la presa di posizione del presidente della Camera sulla riforma della giustizia.

Berlusconi: "Ok intercettazioni" D'accordo anche Berlusconi. "No, no. Non c’è nulla di diverso. Non c’è nemmeno un punto di diversità. Il presidente Fini ha fatto presente che le intercettazioni devono essere un mezzo per arrivare a verificare reati compiuti, anche per quanto riguarda la corruzione per i reati contro la pubblica amministrazione, riferimento preciso che c’è anche nel ddl varato dal governo. Quindi non c’è nessun punto di distanza nella lettera del presidente Fini, tra l’altro molto cortesemente avviata al ministro Alfano prima che al Corriere della Sera" ha affermato il premier Silvio Berlusconi conversando con i giornalisti.

"Riforma condivisa" "Nella sua lettera al Corriere della Sera - ha sottolineato il leader Pd - il presidente della Camera Gianfranco Fini esprime alcune considerazioni condivisibili sulla riforma della giustizia. Se lo spirito della maggioranza sarà davvero quello espresso oggi da Fini credo si possano finalmente realizzare le condizioni per arrivare in parlamento ad una riforma condivisa, che non sia oggetto di scontro e contrapposizione. Le parole del presidente della Camera sono però molto diverse dall`atteggiamento tenuto fin qui dal presidente del Consiglio e dal governo e attendiamo di capire quale sia la reale posizione della destra in materia. Il Partito democratico, dal canto suo, - ha assicurato Veltroni - ha sempre messo al centro della sua attenzione il diritto dei cittadini ad avere procedimenti giusti, certi e veloci e in questa direzione ha sempre mosso le sue organiche proposte, definite nella recente conferenza nazionale che è stata un`occasione feconda di confronto tra tutte le componenti del mondo della giustizia".

"Non si deve indebolire la giustizia"
"Ogni riforma in materia, specie se di rango costituzionale - conclude il segretario Pd- deve comunque essere diretta a far funzionare davvero la giustizia e a rafforzare e non indebolire l'indipendenza e l`autonomia dei magistrati dal potere politico irrobustendo al tempo stesso le garanzie e la tutela dei diritti dei cittadini".