«Giusto cacciarlo, è ingovernabile»

Penso che Letizia Moratti abbia fatto benissimo a «licenziare» Vittorio Sgarbi. Anzi ha aspettato anche troppo. Sgarbi (davvero nomen omen) non perde tempo per farsi passare come vittima. Neanche la recente comparsata ad «Anno zero» di Santoro gli dà alcun diritto di scendere sul medesimo terreno di simili provocatori dell’informazione. Mi auguro che Berlusconi, Bondi e Alemanno - per ciò che li riguarda - non si facciano incantare dal brillante eloquio del nostro critico d’arte nazionale. La supponenza e la sua insostenibile alterigia non sono mai state caratteristiche distintive di una persona di cultura quale egli si picca di essere. Credo che non sarà rimpianto.
Alessandro Zanellato