«Giusto colpire il vizio, non è un bene primario»

Daniela Santanchè, eppure lei non ha proprio l’aria della bacchettona.
«Vorrei fare un’intervista seria».
Lei fu la prima a far passare la legge sulla pornotax.
«Era il 2005, ci riuscii grazie al fatto che ero relatore della legge finanziaria».
Però la sua legge non è mai stata applicata.
«Il parlamento l’approvò. Ma poi il governo non era d’accordo, e allora non fece mai i decreti attuativi».
Adesso li faranno.
«Il ministro Giulio Tremonti conta qualcosa più di me. Del resto non è una donna».
Che fa, polemizza?
«Sono lieta che Tremonti ora proponga la legge, perché all’epoca mi aveva massacrato».
Si fecero battutacce.
«Fu un periodo tremendo. Mi ridicolizzarono moltissimo, subii attacchi pesanti».
Racconti.
«Ricevetti sms, e-mail, telefonate di insulti, con frasi e battute a sfondo sessuale».
Da parte di chi?
«Da parte di tutti, fu uno scontro molto duro».
Lei tirò dritta per la sua strada.
«Ho combattuto come una leonessa. Era una questione troppo importante per mollare».
Come la battaglia contro il velo: lei è la donna delle crociate.
«Vorrei fosse chiaro che non ne ho mai fatto una questione moralistica».
Il settore pornografico dice che questa legge è bacchettona e retrograda.
«Io sono per la libertà, ognuno gestisce la sua intimità come meglio crede, certo non do giudizi morali».
Però dice sì alla tassa sul porno.
«Ma ci rendiamo conto che le famiglie non arrivano alla fine del mese?».
Dicono gli operatori di settore che i loro redditi non sono così alti da meritare un più 25 per cento di addizionale Irpef.
«Il mercato è assolutamente florido. Nel 2005 calcolai un gettito fra i 200 e i 250 milioni di euro».
Lei voleva dare i soldi del porno agli asili nido.
«Adesso potrebbero venire usati per incrementare la social card».
Di questo passo tasserete anche i film normali con le scene di sesso...
«Solo le produzioni pornografiche».
E chi decide il confine?
«I confini sono ben delimitati dalla giurisprudenza in materia».
Le case di produzione finiranno sul lastrico.
«Allora è meglio tassare il ceto medio? Bisogna smetterla di fare Alice nel paese delle meraviglie. È assolutamente giusto tassare i beni non di prima necessità, e il porno scusi tanto ma non lo è».
Dicono produttori e attori che il Paese è più avanti del governo, basta guardare il successo di Luxuria sull’Isola dei famosi...
«Ecco, che se ne vadano tutti sull’Isola, allora. Perché per me il mondo reale è quello del supermercato con la gente che non ha i soldi per la spesa, e di una ragazza madre costretta a rubare la carne».
Questa legge è la sua riscossa.
«Cerchi con Google: Santanchè and pornotax»
L’hanno copiata?
«Questa è la riscossa degli italiani».