GIUSTO E SBAGLIATI

Il sindaco di Cogoleto, Attilio Zanetti, sta nel centrosinistra; Maria Elena Dagnino, capa dell’opposizione a Cogoleto, sta nel centrodestra; don Danilo, parroco di Cogoleto, sta sopra, nel partito di Dio, lo stesso in cui milita il priore valdostano che ha nascosto Maria, spiegando: «Fra la legge e il Vangelo, io scelgo il Vangelo». La loro parola è la nostra parola; la loro scelta è la nostra scelta. Oggi ancor di più.
Dopo il drammatico blitz di ieri sera a Quinto e il rimpatrio di Maria, ho le lacrime agli occhi, mi verrebbe da urlare al mondo la mia rabbia e mi scuso se sarò frammentario e confuso. Ma il cuore batte, batte forte. Perchè in questa storia c’è tutto. A partire dall’insegnamento che, sulle cose vere, non c’è destra, non c’è sinistra e non c’è centro. È l’insegnamento che cerchiamo di mettere in pratica tutti i giorni su questo Giornale: diamo voce a tutti, riportiamo il parere di tutti, diciamo ovviamente la nostra, e poi i lettori si fanno un’idea. Si chiama libertà, libertà di informare e di ragionare. Concetto certo un po’ difficile da capire per chi pensa di aver ragione per diritto divino, siano essi imprenditori, politici, sportivi o giornalisti. Il Giornale in generale e queste pagine in particolare sono una palestra di dibattito, di idee, di arricchimento reciproco. Chi pensa di aver sempre ragione e di dare lezioni agli altri senza ascoltare gli altri, difficilmente ha qualcosa di vero da dire e da dare.
È capitato anche per Maria. Maria è anche figlia nostra. E, da papà e da mamme di Maria, ci arrabbiamo quando ascoltiamo parole che non tengono conto delle perizie mediche e psichiatriche sulla bambina, quando ci troviamo di fronte alle veline bielorusse spacciate come verità (memorabili gli articoli sull’orfanatrofio descritto come una succursale del paradiso terrestre), quando vediamo le associazioni delle famiglie affidatarie che processano i Giusto, genitori di Maria, e le sue nonne.
Ci è spiaciuto leggere un articolo sulla Stampa intitolato «Mammismo protetto». Ci è spiaciuto perchè il quotidiano torinese è letteralmente rinato (certo, con la guida a sinistra) da quando è direttore il genovese Giulio Anselmi e perchè l’autore dell’articolo, Massimo Gramellini, è spesso un ottimo corsivista. Ma, sul caso di Maria, ha scritto parole terribili: «Certi gesti morbosi, che in qualsiasi altro contesto risulterebbero ricattatori, quando c’è di mezzo una creatura vengono fatti passare per slanci del cuore. Il mammismo giustifica e assolve qualsiasi azione prevaricatoria». E, ancora, Gramellini parla di «comportamento egoista di due individui» e spiega: «Bisognerebbe avertirli che il Medioevo è finito da un pezzo. E anche il Far West».
Ecco, noi rispetto a questa roba, saremo sempre dall’altra parte. Se il cuore è il Medioevo, saremo sempre nel Medioevo. E se è Far West disobbedire a leggi di uno Stato che leva i delinquenti di galera, dà asilo a gente della peggior specie e perseguita una bambina innocente, saremo sempre a favore del Far West.
Se quelli della Stampa sono gli sceriffi, siamo orgogliosi del nostro essere fuorilegge. Da ieri sera, ancor di più. Per noi, la battaglia per Maria e per il suo futuro ricomincia oggi. Non la molleremo. La amiamo. Saremo delinquenti, saremo fuorilegge, ma la amiamo.