Giusto non assumere fumatori? La Ue si chiama fuori dal caso

«Siano i singoli Stati a decidere che cosa vogliono»

da Bruxelles

Presa d’assalto dai sindacati e dall’opinione pubblica sulla questione fumo-posto di lavoro, la Commissione europea in imbarazzo dice di essere stata «male interpretata» e chiarisce di non avere niente contro i fumatori. Bruxelles aveva confermato che, se un datore di lavoro Ue rifiuta di assumere qualcuno solo perché fumatore, non infrange alcuna legge e soprattutto non può essere accusato di comportamento discriminatorio.
La reazione dei sindacati europei non si era fatta attendere: «Preoccupante e pericolosa l’ipotesi di considerare legittimo che un’azienda o un datore di lavoro rifiutino un candidato solo perché fumatore». E così una portavoce dell’Esecutivo Ue, ha dovuto arrampicarsi sugli specchi con una lunga dichiarazione. «Dire che l’Ue dà il disco verde ai datori di lavoro che rifiutano di assumere i fumatori significa male interpretare la Commissione europea», ha esordito Katharina Von Schnurbein, portavoce del Commissario all’Occupazione, Vladimir Spidla. «Noi non abbiamo niente contro i fumatori, ma contro il danno alla salute che provoca il fumo».
Il caso era stato sollevato da una richiesta sottoposta alla Commissione da parte di una europarlamentare britannica dopo che in un annuncio per un posto di lavoro una società irlandese aveva invitato i candidati fumatori a non presentarsi. La risposta di Bruxelles era stata chiara: «La legge europea proibisce la discriminazione in tema razziale o etnico, per età, orientamento sessuale o religione. Un annuncio per un posto di lavoro senza fumatori, non rientra negli ambiti citati dalla direttiva». Ora la difficile correzione: «Siano i governi dei singoli Stati a decidere in materia». Intanto, da quel che si capisce, un datore di lavoro può rifiutare i fumatori.