«Giusto, non possiamo fare i ruffiani»

Meteorologi contro albergatori: a quanto pare siamo solo al primo round. Stanchi di essere considerati i guasta feste per eccellenza, i responsabili dei servizi meteo difendono il collega di Sanremo accusato dell’infamia più terribile: aver sbagliato le previsioni di Pasqua. E aver così convinto migliaia di turisti a disertare la riviera ligure. «D’accordo, durante il ponte è andata meglio del previsto. Ma perché quando sbagliamo ci accusano e quando invece azzecchiamo nessuno ci ringrazia?». La domanda che si pone Mario Giuliacci - responsabile del centro Epson - sorge spontanea. «In Italia ci sono nuvole per un terzo dell’anno. Ma per la maggior parte del tempo splende il sole. Visto che gli albergatori pretendono il risarcimento dei danni in caso di mancata pioggia, io propongo che siano loro a pagarci quando prevediamo il sole. E poi invece diluvia».
Perché l’errore, quando c’è, qualche volta favorisce gli operatori. E fa infuriare i turisti. «La verità è che qualunque cosa facciamo veniamo accusati. Da un fronte o dall’altro» dice Paolo Corazzon, del centro Epson. «Ma siamo stufi di questa caccia al meteorologo. Capisco che quando prevediamo il tempo instabile gli albergatori si preoccupino, ma la nostra non è una scienza esatta, c’è sempre un piccolo margine di errore. Soprattutto in località come la Liguria o la Versilia, dove le condizioni atmosferiche possono cambiare radicalmente nel giro di pochi chilometri. Mentre noi in televisione abbiamo solo pochi secondi per parlare dell’intero territorio nazionale».
Non tutti però arriverebbero a incrociare le braccia. «Non darei mai questa soddisfazione agli albergatori» assicura Guido Caroselli, il meteorologo più conosciuto dai telespettatori della Rai. E poi rincara la dose: «Le loro lamentele altro non sono che pressioni nei nostri riguardi. Gli operatori turistici sanno bene che una previsione negativa equivale a perdere soldi, e ci vorrebbero più ruffiani. Ma noi non ci stiamo a mettere in gioco la nostra professionalità. A volte ci minacciano con atti legali. A questo punto sarò io a querelare chi mette in cattiva luce la mia categoria». Piuttosto, dicono in coro, siano gli utenti a stare attenti. Internet pullula di previsioni poco affidabili. «Su 300 siti italiani - conferma Giuliacci - solo una decina si avvalgono di meteorologi professionisti, ovvero laureati in fisica e specializzati. E sono Epson, le Arpa regionali e l’Aeronautica». Per il resto, le previsioni sono affidate a dilettanti. «Persino noi non siamo in grado di conoscerne la fonte - conclude Costante De Simone, direttore del servizio meteorologico nazionale dell’Aeronautica -. Purtroppo, però, anche le analisi più approfondite e professionali non possono avere un carattere assoluto. E quindi dobbiamo convivere con un margine di incertezza». Come a dire, non rinunciate alla gita fuori porta. Piuttosto, ricordatevi l’ombrello.