Giusto, Oronzo e Fortunato

Si tratta dei protettori della città di Lecce. Si dice che tutto cominciò con Giusto, convertito da s. Paolo. L’Apostolo lo mandò a Roma con certe sue lettere per la comunità locale ma una tempesta costrinse Giusto ad approdare sulle coste del Salento. Qui fece conoscenza con due pagani leccesi, Oronzo e suo nipote Fortunato. Questi due ospitarono Giusto nella loro casa e finirono da lui convertiti. Oronzo fu poi condotto alla presenza di s. Paolo, che lo consacrò vescovo di Lecce. Oronzo era stato un alto funzionario amministrativo di Lecce prima di diventarne vescovo. Come cristiano incappò nella persecuzione di Nerone e fu decapitato. Gli succedette il nipote Fortunato, che però fece la stessa fine insieme a Giusto. Narrazioni successive hanno infarcito le vite di questi tre martiri di luoghi piuttosto comuni nelle passiones antiche: statue di idoli che crollano, templi che si abbattono, demoni spaventati che fuggono, prodigi di vario genere che lasciano i santi indenni dalle torture. Secondo un'altra tradizione, mentre Fortunato era vescovo a Lecce, Giusto e Oronzo si erano messi a predicare per il Salento ma a Ostuni era stati arrestati. Un terremoto fece crollare i templi pagani e due fuggirono in una foresta. Qui Oronzo fece scaturire una sorgente dalla terra (la sorgente c’è ancora). Passarono poi in Abruzzo e infine a Taranto, dove vennero ancora una volta arrestati. Dopo una dura flagellazione furono messi su una barca e mandati alla deriva. Miracolosamente arrivarono a Lecce, dove però, tra molti altri prodigi, incontrarono il martirio definitivo.