«Giusto semplificare gli schieramenti»

Il governatore: «Mettersi in discussione davanti a un mondo che cambia»

Ministri, sottosegretari, senatori, onorevoli, coordinatori nazionali e regionali. Il caldissimo pomeriggio di fine giugno non scoraggia nessuno. E mentre fuori («Sul cemento, non sul prato come farà qualcuno a Monte Stella per la festa dell’Unità») si preparano i tavoli per la grande cena, dentro la Palazzina Liberty di Largo Marinai d’Italia di discute di partito unico del centrodestra.
«Trovo che sia positivo ogni sforzo che mira a semplificare gli schieramenti e a segnalare agli elettori una grande forza e coesione dei partiti della Cdl - le parole del governatore Roberto Formigoni -. Nello stesso tempo trovo che la riflessione debba portare a un punto più profondo: dobbiamo saperci mettere in discussione davanti a un mondo che cambia. Questa espressione è meno retorica che mai. L’Italia è cambiata e il referendum lo ha dimostrato. Ha buttato dietro le proprie spalle l’ideologia e guarda alla realtà». Per Formigoni anche l’Europa è cambiata: «Due Paesi fondatori hanno detto no alla Costituzione. È di queste ore la resa di fronte all’inevitabile constatazione che l’Europa così come è stata costruita in questi anni, sulla base di un eccesso di retorica, non funziona più». Per il presidente della Regione su questi temi «la Casa delle Libertà si è trovata con la maggior parte dei cittadini».
Di «auspicabile bipartitismo», parla dal palco il sindaco Gabriele Albertini, «attraverso un percorso prudente e graduale il cui fine sia far crescere una grande forza liberale e popolare che si candidi a governare il Paese». E poi di «partito unitario, come dice il presidente Berlusconi». «Unitario - aggiunge - perché parola che esprime meglio la volontà condivisa di stare assieme. Unico dà l’impressione che non ci sia libertà di scelta». E chiude con la ricetta milanese al successo elettorale: «Il consenso si conquista con la politica del fare. Attuando i programmi».