Il glamour Look poco azzeccati

Al suo arrivo all’aeroporto di Venezia sembrava una scappata da un rehab contro il parere dello staff medico: capelli appiccicaticci da fegato affaticato, incarnato grigiastro, camicetta in semi garza a penitenziari quadretti bianchi e neri, golfino striminzito di quelli che escono solo dal lavaggio senza perizia di qualche colf inesperta o dalla matita strafottente di qualche alternativo stilista emergente. Alla sua seconda uscita al Lido pareva quella che lo staff medico del rehab aveva mandato a riprenderla: abitino nero sotto al ginocchio, pettorina bianca, croce sberluccicante al collo (replicata al polso), decolleté con cinturino da educatrice perversa. Per la serata di presentazione del suo film W.E, Madonna, con una capriola temporale, era balzata direttamente negli anni Quaranta. Chioma all’onda, scollo a scialle, abito turchese cosparso di qualcosa di rosso (o stelle marine che avevano preso il volo o farfalle che erano andate a schiantarsi negli abissi, non si capiva bene nemmeno a guardarle con insistenza), occhiali da sole rossi dalla forma allungata e quest’aria da felicità forzata che avevano le donne che dovevano tenere alto il morale delle truppe prima dell’attacco di Pearl Harbor. Scatenando una gara retrò tra le attrici del suo film a colpi di gonnellone modello Rossella O’Hara: ci stava tutta la Laguna sotto le sottane di Andrea Riseborough e Abbie Cornish.
Scelte opinabili quelle della signora Ciccone sul red carpet della Mostra del Cinema, ma mai quanto quelle di altre sue colleghe (e aspiranti tali). Kate Winslet, per esempio, è riuscita a lasciarci senza fiato. Un abitino che era una nostalgia degli anni Ottanta: troppo stretto, troppo corto, troppo scollato, troppo tutto. Reso ancora più colpevole da un paio di sandali ammazza-gambe che si «appolipavano» attorno alla caviglia con un elasticaccio nero, tipo schiava nel senso che bisognerebbe ridurre in schiavitù chi li ha ideati. E lei, disarmonicamente tondotta, che più che una diva al Lido faceva venire in mente Sebino Nela all’ingresso in campo. Manuela Arcuri (vedi aspiranti tali) è sempre sconsolatamente identica a se stessa: che inauguri una profumeria di Rimini, che sia sul set di una fiction in costume, che partecipi a una serata di Baci e Abbracci o alla Mostra del Cinema poco cambia. È sempre Emanuelona: tanti capelli, tante tette, tanti denti. Per il giorno aveva scelto un abito monospalla (genere che frequenta spesso) con delle foglie tropicali che avevano bisogno d’acqua o ne avevano bevuta troppa. La sera si era buttata sul lungo, con una specie di voluminosa tenda azzurro lucido da ballo delle debuttanti in Germania (che infatti poteva venir buono anche per l’oktoberfest...).
Asia Argento si è presentata in giuria con due codini che certe sadiche padrone impongono ai propri yorkshire: le sarebbero stati più utili per girare quell’indimenticabile scena col rottweiler. E poi, la sera, ha fatto il red carpet con l’Arcuri...