Glaxo, il governo scende in campo per il centro di Verona

Il governo scende in campo sul caso Glaxo, la società farmaceutica che a Verona intende chiudere il centro di ricerca, annuncia la determinazione a non accettare decisioni unilaterali e prepara un tavolo di confronto interministeriale. Severe le parole del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi: anche in questo caso, come per Alcoa e Fiat, varrà la regola che «stiamo adottando con tutte le compagnie, anche multinazionali, cioè quella di non subire imposizioni dall’alto».
«Anche noi abbiamo degli spazi di reazione» ha detto Sacconi, dopo aver incontrato, in prefettura a Verona, il presidente della Provincia e i sindacati. «È vero che ciascuno ha un proprio ambito di libertà, ma a questa libertà si deve unire la responsabilità. E Glaxo deve ricordare che anche noi abbiamo spazi da esercitare con responsabilità», facendo riferimento al fatto che l’Italia è il quinto mercato mondiale per vendite di medicinali. Il ministro ha poi spiegato che il tavolo interministeriale verrà composto dai rappresentanti del governo, delle parti sociali e delle istituzioni: sarà inoltre convocata, il prima possibile, la società.
«Stiamo lavorando - ha fatto sapere Sacconi - in particolare con il ministro della Salute perché un comparto come quello delle neuroscienze non può essere pregiudicato da logiche legate al mero profitto». In serata, infatti, il ministro Ferruccio Fazio ed il sottosegretario Francesca Martini hanno incontrato i vertici della Glaxo nella sede del dicastero della Salute. Luc Debruyne, presidente e amministratore delegato, e Daniele Finocchiaro, vice presidente Glaxo Italia, hanno chiarito - afferma una nota ministeriale - «le motivazioni che hanno spinto la multinazionale del farmaco ad una razionalizzazione dei centri di ricerca sparsi in tutto il mondo». Il ministro è stato inoltre informato che «la decisione non ha alcuna attinenza con il sistema Italia, ma è frutto di una strategia globale». A sua volta, il ministero ha chiesto chiarimenti alla multinazionale che ha fornito «ampie rassicurazioni in merito alla permanenza delle altre attività presenti nel polo di Verona e nel resto d’Italia». Il ministro Fazio ha inoltre richiesto «impegni specifici per una fattiva collaborazione finalizzata alla ricerca di soluzioni che non disperdano il patrimonio di conoscenza maturato dall’azienda nel nostro Paese».