Gleijeses è un «Affarista» intelligente e attuale

Un grosso lampadario a gocce domina la scena riempita da vecchi armadi di varie grandezze dai quali pende un'etichetta come se fossero pronti per un’asta, la cui funzione è anche quella di essere quinte per gli attori. Un ambiente decadente che ricorda un lusso che c’era e non c’è più, ma attenzione non bisogna farlo vedere. Per questo il cameriere sputando su un fazzoletto continua a pulire le gocce del lampadario sceso ad altezza uomo. Ed è proprio questa scena che lascia intuire già molto del personaggio, attorno al quale Honoré de Balzac ha costruito il più felice dei suoi lavori teatrali, L'affarista. Antonio Calenda guarda alla commedia, e in particolare al capolavoro di questo grande maestro del realismo ottocentesco, che sa alludere alla nostra realtà. Ma chi è questo affarista? Il «Mercadet» di Balzac è un uomo di comprovata intelligenza che raggira, con la sola forza delle risorse mentali, i suoi poveri goffi e tronfi creditori. Un delinquente che riesce a vendersi, di volta in volta, per poveretto, illuminato, di buon cuore, e chi più ne ha più ne metta. Giocando sul tempo e sull'attesa, ma anche sulla conoscenza approfondita delle debolezze dei suoi nemici, Mercadet diventa un vero e proprio eroe, l'unico ad usare un'arma rarissima che non si può acquistare e risulta sempre vittoriosa: l'intelligenza. Oggi questo personaggio monomaniaco, geniale e cialtrone va a Geppy Gleijeses che lo delinea vigorosamente (forse un po' troppo) dandogli anche dei connotati umoristici che nel testo non appaiono. Ma Gleijeses indubbiamente mette in luce quel personaggio così splendidamente attuale che vive la sua nevrosi esistenziale nel perseguire la sua unica fondamentale idea fissa, quella di arricchire speculando. Nello spettacolo di Calenda i personaggi intorno a Mercadet appaiono troppo caricaturali, addirittura vestono nasi finti per accentuare i dati somatici, il che non sembra necessario ai fini di una miglior riuscita della piecè. L'unico personaggio veramente centrato è quello di Julie, la figlia bruttina di Mercadet, che Marianella Bargilli propone con garbo. Alla Corte fino a al 30 ottobre.