«Glob è il vaccino contro la tv che si ripete sempre»

Milano Glob - L'osceno del villaggio viene promosso. «Andiamo in onda la domenica alle 23.30, mezz'ora prima del solito, e duriamo 60 minuti anziché 50, sempre su Raitre», annuncia il conduttore Enrico Bertolino. Giunto alla settima edizione, Glob è una colonna della rete ed è fatto in casa, non nasce da un format straniero, sottolinea il direttore di Raitre, il palermitano Paolo Ruffini. «Registriamo nello studio di Che tempo che fa e rivoluzioniamo la scaletta ogni settimana», riprende Bertolino. «Glob è il nostro vaccino contro la Tv che replica se stessa». Il programma si occupa di comunicazione: «Abbiamo debuttato con un'intervista allo scrittore per ragazzi Federico Moccia, che ha detto la sua su due schede video sulla riforma della scuola, una pro e l’altra contro», continua il conduttore, quest'anno anche sul palco di Zelig, Canale 5. Altri ospiti della prima puntata, il presentatore Daniele Piombi e il vignettista Vauro. Presenza fissa, Ubaldo Pantani, con un'inedita interpretazione di Gianfranco Fini: «Fini risulta autorevole qualsiasi cosa dica», spiega Pantani. «Ma è imperscrutabile, la mia sfida è mettere a fuoco che cosa pensa davvero». Non manca una surreale rassegna stampa: Bertolino si muove con l'evidenziatore tra le prime pagine dei quotidiani, i titoli dei quali sono però un parto della squadra di Glob. «Cerchiamo di fare ridere visto che andiamo in onda dopo Report, quando la gente è arrabbiata perché ha scoperto qualche magagna del Paese e sente il bisogno di distrarsi», conclude Bertolino. «Anche Blob ci fornirà contributi. E spero che il suo creatore Enrico Ghezzi venga in studio a darci la sua benedizione».