Gm all’ultima spiaggia: risparmi per 10 miliardi

Tagli a salari e benefit, addio a Hummer. Vw ne approfitta: apre un impianto in Usa

da Milano

General Motors è all’ultima spiaggia. Ieri il presidente Rick Wagoner ha esposto l’ennesima ricetta per far fronte a una situazione che, negli Stati Uniti, è diventata drammatica: una serie di misure che dovranno portare a risparmi per 10 miliardi di dollari entro il 2009, inclusa la sospensione del pagamento della cedola sulle azioni ordinarie. Attraverso la vendita di asset (il marchio Hummer) e iniziative finanziarie, Wagoner conta di raccogliere ulteriore liquidità tra 4 e 7 miliardi.
L’impennata della benzina insieme con la congiuntura negativa hanno messo in ginocchio i colossi Usa, costringendo il settore a sterzare bruscamente in direzione di nuove strategie: stop, dunque, ai grossi Suv e orientamento verso una produzione più compatibile con i nuovi scenari. Ecco, però, il rovescio della medaglia: mentre Gm, Ford e Chrysler (ma anche le altre aziende che producono 4x4 negli Usa, come Toyota) sono dovute correre velocemente ai ripari, c’è chi approfitta del dollaro ai minimi termini per aprire Oltreoceano uno stabilimento. È il caso di Volkswagen che sulla scia di un euro fortissimo ha annunciato, proprio ieri, di voler investire 620 milioni in un nuovo impianto a Chattanooga, nel Tennessee. Lo stabilimento, che sarà operativo nel 2011, produrrà 150mila veicoli l’anno. Il gruppo di Wolfsburg, che ha programmi ambiziosi (vendere negli States 800mila auto entro il 2018), si unisce in questo modo alle rivali Mercedes e Bmw che da anni producono in Usa, con l’intenzione di aumentare - viste le circostanze di cambio favorevoli - le rispettive capacità. Per i colossi Usa la concorrenza delle case europee sul loro territorio è, a questo punto, sempre più pericolosa. Per difendersi dagli attacchi e far quadrare i conti Gm dovrà tagliare altri posti (l’obiettivo è il 20% in meno di costi relativi ai salari) ed eliminare i piani di assistenza sanitaria per gli ultrasessantacinquenni non più al lavoro che dovrebbero, in cambio, vedere crescere la propria pensione. Sacrifici anche per il management che dovrà rinunciare a benefit per 1,5 miliardi. Wall Street ha reagito bene alla nuova stretta annunciata da Wagoner: il titolo Gm ha così chiuso con un più 5,12% a 9,86 dollari dopo essere schizzato fino a oltre il 7%. Il piano «ultima spiaggia» sembra ora allontanare lo spettro di una crisi di liquidità, che nelle ultime settimane aveva fatto scivolare le quotazioni ai valori minimi da oltre 50 anni. Alla fine del primo trimestre nelle casse della società c’erano 23,9 miliardi di dollari. «Stiamo rispondendo in modo aggressivo alla crisi che il settore sta attraversando - ha detto Wagoner - e continueremo a prendere i provvedimenti necessari per allineare la struttura aziendale alle condizioni di mercato attuali. L’obiettivo rimane mettere in vendita prodotti di alto livello che vadano incontro a una domanda diversa, più orientata sulla richiesta di veicoli piccoli e più efficienti dal punto di vista dei consumi. Non è una strategia per sopravvivere, ma per vincere». Per Ford, infine, la crisi sembra allargarsi anche in Europa. Nel mirino ci sarebbe il Centro ricerca di Aachen, in Germania.