GM imbocca il senso unico: la bancarotta si avvicina

Washington, che non appare intenzionata a concedere proroghe alla scadenza dell’1 giugno fissata in precedenza, lavora - secondo indiscrezioni - al piano per la bancarotta: un compito per la task force, oggetto di forti critiche da parte del Congresso, che non si presenta facile vista l’importante presenza di Gm fuori dai confini americani. A cominciare dal controllo su Opel, sul cui destino avranno l’ultima parola il gruppo di Detroit e la Casa Bianca.
Alla mezzanotte di domani scadrà il termine per l’adesione da parte dei creditori allo swap del debito lanciato da Gm, che offre agli obbligazionisti il 10% della società in cambio della ristrutturazione dei 27 miliardi di dollari di debito. Una proposta che i creditori hanno bocciato sin dall’inizio, valutandola ingiusta rispetto al trattamento riservato al sindacato. Allo United Auto Worker, in base ai termini dell’offerta, andrebbe infatti una quota più elevata, pari al 39% della società. Al Tesoro il 50%.
Le indicazioni provenienti dal vertice tedesco su Opel potrebbero inoltre essere determinanti nel decidere quale percorso di bancarotta far seguire a GM. Obama ha fissato all’1 giugno la scadenza per la presentazione di un piano di ristrutturazione per General Motors, e non è escluso che la casa di Detroit cerchi di utilizzare tutto il tempo a disposizione per lavorare con la task force a delineare un progetto di bancarotta accurato e dettagliato. Un annuncio - secondo indiscrezioni - potrebbe arrivare nel prossimo fine settimana a poche ore dalla scadenza fissata, considerato anche che il segretario al Tesoro Timothy Geithner partirà per la sua prima visita in Cina sabato 30 maggio e, soprattutto, in considerazione del fatto che l’1 giugno scade un bond di Gm che la società ha già reso noto non onorerà.
Secondo il Financial Times, il piano per la bancarotta allo studio punta a ottenere agli inizi di luglio il via libera del tribunale per la cessione degli asset buoni a una nuova società, che dovrebbe emergere dal Chapter 11 in pochi mesi, cioè entro l’autunno. Il Washington Post nei giorni scorsi ha stimato in 30 miliardi di dollari i fondi che il Tesoro si appresterebbe a stanziare per la bancarotta di Gm, che potrebbe arrivare nel prossimo fine settimana, quindi a pochi giorni di distanza dal probabile via libera del tribunale per la bancarotta di New York alla vendita degli asset buoni di Chrylser alla nuova società controllata per il 20% da Fiat.