Gm, l’esordio boom (+3%) trascina al rialzo le Borse Obama: «Giornata storica»

Ritorno a Wall Street. La partecipazione del Tesoro sarà dimezzata Ai partner cinesi di Saic quasi l’1% del gruppo

Se due anni fa la General Motors, sull’orlo del fallimento, mandava in rosso i mercati, lasciando intravedere tempi durissimi per l’economia e l’occupazione negli Usa, ora la situazione è radicalmente cambiata. L’aiuto decisivo di Washington, il cambio del management, le dismissioni e la razionalizzazione della struttura, insieme al ritorno, proprio ieri, sul listino di Wall Street, hanno completato il cammino verso la rinascita del gigante dell’auto di Detroit fondato il 16 settembre 1908. «L’Ipo di Gm - ha detto raggiante il presidente Barack Obama - è una pietra miliare per tutta l’industria automobilistica del Paese».
L’euforia seguita all’esordio con il botto del titolo (+3% a 34 dollari, in ripiego dopo aver sfiorato quota 36) ha trainato tutte le Borse europee, peraltro già in giornata di grazia con il venir meno del clima di tensioni sui rischi del debito dell’Irlanda. Gm è così rientrata in pompa magna a Wall Street con un’Ipo che ha richiamato una fortissima domanda, e che ha visto il titolo del gruppo guidato da Daniel Akerson, presentatosi all’appuntamento al volante di una fiammante Chevrolet Camaro, mettere a segno aumenti del 9%. Un’azione Gm, dunque, ieri è arrivata a valere tra i 35 e i 36 dollari contro i 33 del collocamento. Ad avvantaggiarsi del rientro del gruppo a Wall Street sono stati anche i titoli legati all’auto (in Italia, Fiat +3,52%). «C’è ancora molto lavoro da fare - ha spiegato Mark Reuss, direttore generale di Gm per il Nord America - ma è l’inizio di una nuova azienda». La Casa Bianca, che aveva assunto nel 2009 il controllo di Gm dopo l’iniezione di 49,5 miliardi di dollari effettuata nell’ambito del piano di salvataggio del settore, a questo punto dovrebbe incassare dall’Ipo circa 13,6 miliardi. Dal Tesoro, infatti, è attesa la vendita di oltre 400 milioni di titoli, con il conseguente taglio della partecipazione dal 61 al 33%. Il fondo pensioni gestito dal sindacato Uaw ha invece messo a disposizione 102 milioni di azioni, mentre i governi di Canada e Ontario hanno ceduto 35 milioni di titoli. Le azioni ancora di proprietà del Tesoro saranno vendute entro tre anni e per pareggiare il prestito erogato dovrebbero essere cedute a 53 dollari l’una. Gm ha già restituito o pianificato di restituire 9,5 miliardi di dollari. In serata è emerso che il 90% dei titoli offerti è andato a investitori Usa, mentre solo una «porzione modesta» è stata acquistata da fondi sovrani stranieri. Titoli per 4 miliardi sono invece andati a investitori retail. La cinese Saic ha confermato di voler rilevare una quota dello 0,97%, operazione accolta con gioia dal numero uno Akerson. Gm, secondo le stime, può ambire a un utile operativo di 19 miliardi se le vendite di auto negli Usa torneranno sui livelli del 2000 (17 milioni l’anno).