Gm vede uno spiraglio Peugeot inizia a sentire odore di crisi

Il colosso Usa recupera e supera le aspettative degli analisti, il gruppo francese abbassa gli obiettivi di redditività e crolla in Borsa

Serena Cipolla

da Milano

Storie capovolte per Gm e Peugeot. I due colossi dell’auto hanno raccontato ieri storie opposte: Gm in recupero, Peugeot in affanno. E così diventa inaspettato il balzo in Borsa di Gm che ieri ha guadagnato circa il 5 per cento; in picchiata al contrario il gruppo Psa che perde il 10% dopo i dati negativi del primo trimestre con obiettivi in ribasso per la seconda parte dell’anno. Ma andiamo per ordine.
Nel primo trimestre General Motors era tornata in utile dopo 5 consecutivi in perdita e oggi può contare su risultati superiori alle aspettative: 2,03 dollari per azione contro i 51 centesimi previsti. Aumenta però, negli ultimi tre mesi, il rosso che passa a 3,2 miliardi di dollari contro i 987 milioni di un anno fa. Tra le cause, gli oneri per incentivare i prepensionamenti di un quarto dei dipendenti.
Alla base della buona performance di Detroit ci sono i conti positivi della ristrutturazione avviata dall’azienda in Nord America con l’abbattimento dei costi per un miliardo di dollari entro la fine del 2006. In crescita del 12% anche il fatturato complessivo con 54,4 miliardi di dollari nell’ultimo trimestre contro i 48,5 dello stesso periodo dell’anno scorso. Infine,incrementati dell’11% anche i ricavi generati dalle vendite. Ma, secondo il responsabile finanziario Fritz Henderson, i buoni risultati raggiunti non incideranno sulla possibile collaborazione con Renault Nissan: «Useremo i prossimi 90 giorni - ha precisato - per mettere a punto l’alleanza e i risultati del secondo trimestre non influenzeranno questo lavoro». Henderson, ha inoltre sottolineato che aspetta ulteriori miglioramenti della casa automobilistica di Detroit entro fine anno.
Nettamente diversa la situazione di Peugeot che ha diffuso risultati semestrali in forte peggioramento e abbassato gli obiettivi di redditività per la seconda parte del 2006. Già in apertura delle contrattazioni il marchio francese aveva lasciato sul tappeto oltre il 7% accentuando l’arretramento delle ultime settimane. La società ha comunicato una caduta pari al 59,7% dell’utile netto relativo al primo semestre causato dal calo delle vendite in Europa occidentale, dall’aumento dei prezzi per le materie prime e a una lievitazione dei costi di ristrutturazione. Peugeot ha dimezzato il profitto operativo passato a 691 milioni di euro contro gli 1,28 miliardi dell’anno precedente con un margine operativo ridotto al 2,4% dei ricavi contro il 4,4% dei primo semestre 2005.