Gnocchi: «Tranquilli, Afef non starà alle regole»

Il conduttore dà le pagelle alle sue partner: bocciata solo Luisa Corna perché «si lamentava sempre»

Massimo Bertarelli

Caro Gene Gnocchi, quante donne ha avuto?
«Be’, in che senso?».
In tv, beninteso...
«Devo fare un po’ di conti. Dunque, Simona, la Corna, Amanda Lear, poi la Merz a Meteore, la Prati a Scherzi a parte, la Colussi in un telefilm, la Melillo e l’Abate».
E chi è l’Abate?
«No, non l’Abate con l’apostrofo, avrei dovuto dire la Labate, Wilma Labate».
La prima cosa che cerca in una donna?
«L’ironia. Mi piace una che sappia ridere il giusto, che capisca l’umorismo».
In un’aspirante partner usa lo stesso metro?
«Certo».
E l’ha sempre trovato nelle sue colleghe televisive?
«Sempre no».
Un esempio di mancanza d’umorismo...
«Luisa Corna. Per carità, una donna bellissima. Ma non c’erano le condizioni per lavorare insieme. Io dicevo “Questa situazione mi sta venendo a uggia”. E lei mi rispondeva: “Uggia? Ma dov’è?”».
Forse sarebbe bastato il test dell’ironia. Con sua moglie l’ha fatto?
«Non ce n’è stato bisogno. Abbiamo cominciato a ridere appena ci siamo incontrati e oggi ridiamo ancora come pazzi».
Anche con i suoi tre figli si diverte così?
«Sì, ma devo stare attento al loro sarcasmo, perché sanno essere impietosi. Quando, dopo avermi visto in tv o a teatro, mi dicono “Sei un mito”, capisco al volo che mi stanno prendendo per il culo e che in realtà intendono: “Era meglio se stavi a casa”».
Proviamo a dare le pagelle alle donne televisive? Allora lei boccia la Corna, che infatti è durata solo una puntata alla Grande notte del lunedì...
«Si lamentava sempre: “Questo non lo posso fare, quest’altro è meglio di no”. C’era quella rubrica dei ristoratori con i loro clienti vip: era carina, leggera. Ma lei niente, si è tirata subito indietro. Diceva che era disdicevole per la sua immagine».
Amanda Lear, la sua sostituta...
«Ah, è una persona eccezionale. La battuta sempre pronta, sa rispondere a tono in qualsiasi occasione, impossibile metterla in imbarazzo. Le altre diventerebbero rosse, lei replica al volo senza fare una piega. Anzi, sorridendo. Una campionessa di autoironia. Formidabile».
Simona Ventura, che resiste da tanti anni a Quelli che il calcio...
«È un rapporto cresciuto col tempo. Non pensavo di trovarmi così bene con lei. Ormai abbiamo raggiunto una grande sintonia. Ciascuno di noi si fida dell’altro ad occhi chiusi. L’unico suo difetto è che mi impone i tanga leopardati di Cavalli e pretende che io vada alle feste di Dolce e Gabbana».
Improvvisate tutto?
«No, tutto no, ci mancherebbe. Ma di fronte agli imprevisti, che non mancano mai, occorre una sponda. E Simona è perfetta». Adesso alla Grande notte che torna nel prossimo autunno su Raidue, arriva Afef. Sa almeno come fa di cognome?
«Sì, una volta me l’ha scritto».
Ma l’ha scelta lei?
«L’idea mi è venuta a Quelli che il calcio, dove Afef è stata ospite. Pensavo che fosse una spocchiosa, invece ho scoperto una donna divertente e divertita».
E allora?
«Allora ci siamo parlati. Le ho detto che mi sarebbe piaciuto rivederla e lo anche ho chiesto uno sconto sulle gomme Pirelli. Mi sono lamentato, sai quelle che mi hanno montato non mi soddisfano. Mi ha risposto: se passi da San Babila, io scendo dall’ufficio e ti cambio le gomme».
Il marito, si dice, è uno che non vede tanto di buon occhio la moglie in tv...
«Credo che non gli piacciano certi programmi...».
Lei gli ha parlato, gli ha dato delle garanzie?
«No, non abbiamo ancora parlato, sicuramente Afef da noi non farà la danza del ventre. È più facile che la faccia lui a Moratti, magari dopo lo scudetto a tavolino, visto che uno vero mi pare impossibile».
E se poi la ritira dalla trasmissione?
«Ma no, Afef ragiona con la sua testa. È simpatica, spiritosa, non banale. Mi ha già detto che non starà al copione. Alla Grande notte dirigerà la Academy».
Senta, la prenderà così com’è o cercherà di plasmarla a sua immagine?
«Si prende così com’è».
Ma come mai è stata riesumata la Grande notte?
«Perché al direttore di Raidue Marano piaceva molto, al suo successore Ferrario non piaceva. Ora Marano è tornato e dunque... Una semplice scelta editoriale».
Che sia cambiato il governo è puramente casuale?
«Sì, visto che Marano la faceva già prima».
E se poi gliela chiudono di nuovo in faccia?
«Siamo dei guitti, è il nostro destino».
Adesso che non c’è più Berlusconi, chi sarà il primo della lista dei suoi sberleffi?
«Abbiamo sempre pizzicato tutti, senza farci condizionare».
Se le dessero un assegno in bianco per un reality?
«Manco morto. Piuttosto vado a dormire in un cartone alla stazione».
L’ultima domanda è al calciofilo. Come vede l’Italia al Mondiale?
«Si soffre, un po’ meno con l’Ucraina, ma si va avanti e l’Italia vincerà il Mondiale».