Gnudi e la crociata di Kiev

Che il governo tecnico del premier Mario Monti non ami molto il calcio è risaputo. E forse non è in assoluto un gran difetto. Che poi il sobrio Professore abbia addirittura immaginato di chiuderlo «per 2-3 anni» a causa dello scandalo delle scommesse, beh questa è una gaffe, passata per battuta, che continua a inseguirlo anche qui in Polonia dopo il debutto della Nazionale ai campionati Europei scandito dallo share del 70 per cento con 14 milioni di telespettatori incollati davanti al video. Eppure, a sentire il ministro dello Sport Piero Gnudi, l’interesse collettivo per le partite degli Azzurri non è sufficiente per suggerire un viaggio in Ucraina, nemmeno nel caso in cui l’Italia di Cesare Prandelli dovesse raggiungere la finale. «Io sono contrario perché in quel Paese è stata ferita la democrazia» l’opinione del ministro tecnico. FOrd