Gnutti e Bpi vendono immobili per 230 milioni

A comprare è Pirelli Real Estate. Tra i finanziatori dell’operazione Royal Bank of Scotland, Bnl e un fondo internazionale

da Milano

Chicco Gnutti e Banca Popolare Italiana vendono immobili per 230 milioni. Il finanziere bresciano e l’ex Popolare di Lodi avranno come controparte Pirelli Real Estate che agirebbe attraverso una società veicolo. A finanziare l’acquisto da parte di Pirelli saranno Royal Bank of Scotland (una delle banche più vicine a Gianpiero Fiorani e allo stesso Gnutti nella scalata ad Antonveneta) e Bnl, più un fondo immobiliare estero. L’indiscrezione è stata diffusa ieri dall’agenzia Reuters. «Il closing dovrebbe arrivare a breve, è già tutto pronto», ha detto all’agenzia una delle fonti interpellate.
Gli immobili di Bpi rappresenterebbero solo una piccola parte, per un valore complessivo di circa 50 milioni, di quelli in vendita. Gli altri farebbero tutti capo al finanziere bresciano. Secondo un’altra fonte in un primo tempo la chiusura dell’operazione era prevista a fine luglio e tra i finanziatori figurava il gruppo spagnolo Bbva, che poi si è sfilato ritenendo di non dover fare operazioni con Gnutti.
La cessione si inserisce in un momento delicato per i protagonisti della scalata ad Antonveneta. Congelati dal sequestro dei giudici milanesi i titoli della banca padovana in portafoglio ai cosiddetti «concertisti», sia Gnutti sia l’istituto lodigiano sembrano avere la necessità di adattare la propria gestione finanziaria alla nuova realtà. Gnutti aveva affidato in pegno alle banche che avevano finanziato lo shopping il 60% dei titoli padovani acquistati ed è facile pensare che il ricavato della vendita possa essere utilizzato per un rientro dei fidi accordati. La struttura azionaria messa in piedi negli ultimi anni dal finanziere si è basata su uno stretto rapporto con alcuni istituti di credito: Popolare di Lodi, Antonveneta e Monte dei Paschi, innanzitutto. Intanto l’immobiliarista Danilo Coppola, colpito come Bpi dal concerto rilevato dalla Consob, si è difeso precisando di controllare un gruppo indipendente finanziariamente da Lodi e di non aver mai aderito o partecipato a qualsiasi accordo preordinato all’acquisto concertato di azioni Antonveneta.